Lettera. Che esempio diamo ai giovani
Se vi è un consiglio che le persone mature e qualche volta colte, si sentono di dare, rivolgendosi a un giovane, è spesso: non guardare il Grande Fratello televisivo, che da questo non hai proprio niente da imparare e perché non è giusto che tu colga quell'esempio di società. Niente di più giusto penso io, anche se non mi sono mai sognato di guardare quel programma. Il problema mi sorge quando devo dire io, al mio giovane interlocutore, quali esempi deve cogliere e allora cerco di dirgli che ci sono persone e valori che sono trasmessi e vanno colti, perché non mancano, se sta attento a quanto gli propone l'attuale società. Cercando di valorizzare quanto possibile, parlando con lo stesso giovane gli ricordo che vi è anche del buono e fortunatamente, continuando a dare qualche consiglio gli ricordo: la solidarietà, la fede, a qualsiasi religione s'ispiri, il volontariato, il lavoro per mantenere la famiglia e la società che crea servizi collettivi e soprattutto che vi è ancora chi trasmette quei valori insegnando ad amare anche gli altri, oltre che se stesso. C'è però qualcosa che colpisce molto forte quel giovane che cerca di vedere dentro alla nostra società per prendere esempi; purtroppo si trova a leggere o vedere nei media quanto succede di sconcio, nel suo paese e non solo. E' lui che mi mostra l'altra parte della medaglia e lo fa per non essere ipocrita, ricordandomi quali sono le cose da non prendere come esempio, oltre che il Grande Fratello. Lui legge tutti i giorni sui quotidiani e guarda telegiornali che gli ricordano il malgoverno, i ladri di stato con corruzioni e donne di malaffare come compensi, leggi che vengono giudicate bolsceviche se sono applicate a qualcuno che governa, le promesse che non vengono mantenute da chi durante le campagne elettorali le fa, il costo della politica che aumenta giorno dopo giorno, nonostante qualcuno prometta sempre di metterci le mani, per abbassarlo, e non lo fa mai, mentre il debito pubblico degli italiani aumenta e magari parte dei pensionati non arriva a fine mese con la propria pensione dopo aver lavorato una vita. Per non parlare di quella sanità che serve a qualcuno solo per arricchirsi con i nostri soldi a scapito di chi ne ha bisogno veramente, mentre la crisi che dovrebbe essere superata, così dice il nostro presidente del Consiglio, continua a creare disoccupati nel nostro Paese e famiglie che cadono nel dramma, magari anche con un suicidio del capo famiglia, il quale si sente umiliato a tendere la mano per chiedere aiuto alla società. E poi ricorda altri mali della nostra società, come mafia, 'ndrangheta, camorra, droga e oggi anche razzismo, e non solo questi. Alla fine quel giovane al quale io dovrei dare consigli e fiducia mi ricorda che soprattutto alla base delle ideologie, cattoliche o marxiste che siano, ci sono dei valori e principi ma che qualcuno oggi li ha persi e in politica dove questi si distinguono, passa da forza d'opposizione a forza di governo, quasi mai alla rovescia, cambiando colore a seconda se la poltrona che cercano e grande o piccola. Guardando chi governa l'Italia, le Regioni e soprattutto le forze d'opposizione, che aspirano a governare (viene naturale l'esempio di Mingardi a Venezia che lascia il Pd per Brunetta) hai difficoltà a dargli un colore, sembrano arcobaleni e gli unici valori che conoscono; sono solo quelli economici, che possono essere arraffati, alla politica oppure a qualche partito. Questo giovane mio interlocutore sintetizza e mi ricorda ancora che chi domani deve essere soggetto attivo nel nostro Paese per portare il suo contributo alla società oggi è costretto a crescere lasciando i cattivi messaggi o esempi che gli stanno trasmettendo questi suoi predecessori e non vorrà certo assomigliargli. Al mio giovane amico io continuo a consigliare di non guardare il Grande Fratello, perché c'è poco da imparare. Ma se oggi non lo guarda più è solo perché vuole crescere da solo, non con gli esempi lasciati ma con quei valori sani che saprà coltivare e distinguere e domani a sua volta trasmettere.
Giovanni Finco ex dirigente Cisl Mestre