Legno:  raddoppiate le ore di cassa integrazione ma il rinnovo del contratto apre nuove speranze. Cig agli sgoccioli. Sos del sindacato

Legno:  raddoppiate le ore di cassa integrazione ma il rinnovo del contratto apre nuove speranze. Cig agli sgoccioli. Sos del sindacato
Mercoledì 26 Maggio 2010, Treviso Nel 2009 in Veneto il ricorso alla cassa integrazione nel settore del legno ha sfiorato i 3,2 milioni di ore autorizzate. Nel primo quadrimestre del 2010 la situazione si è ulteriormente appesantita: le ore di cassa integrazione ordinaria sono già vicine a 1,3 milioni mentre la straordinaria si attesta sul milione di ore. Dati che preoccupano gli addetti del settore anche se lo scorso 12 maggio è stato rinnovato il contratto nazionale con notevoli vantaggi per i lavoratori. Di questo si è discusso ieri in un meeting organizzato a Villa Foscarini Cornaro di Gorgo al Monticano dalla Filca-Cisl, la federazione dei lavoratori di costruzioni e affini. Erano presenti Salvatore Federico, segretario generale Filca-Cisl Veneto; Viviano Cosolo, segretario generale Filca-Cisl Friuli Venezia Giulia e Paolo Acciai, segretario nazionale Filca-Cisl.
Federico, quale la situazione in provincia di Treviso?
«La notizia cattiva è che permane lo stato di crisi e non si vede la fine del tunnel, nonostante qualcuno continui a dire il contrario. La notizia buona è che è stato sottoscritto un contratto nazionale importante. Innanzitutto perché è stato firmato il giorno dopo la naturale scadenza; e non è un dettaglio di poco conto. Il secondo fatto è che è stato sottoscritto in un momento delicatissimo a livello economico. Terzo fatto: è la prima volta che si sottoscrive il contratto con un aumento salariale al livello più basso».
A tutt'oggi cosa vi preoccupa di più?
«Certamente il raddoppio del numero di ore di cassa integrazione rispetto all'anno scorso. In alcune aziende il monte ore è agli sgoccioli. Che succederà dopo? Che succederà quando anche questa misura non sarà più sfruttabile?»
Treviso è ancora una provincia centrale nel settore del legno?
«Si. E da qui dobbiamo partire. Ci sono imprese che hanno investito e che oggi risentono meno della crisi. Ci sono dei valori aggiunti, come il sistema del distretto; la zona di Pieve di Soligo ne è un esempio lampante. La parola d'ordine a questo punto è innovazione. Abbiamo la fortuna di operare in un'area che a livello contrattualistico è sempre stata all'avanguardia, non dobbiamo scordarlo».
Gianandrea Rorato