Le tute blu scioperano, traffico in tilt.
Vicenza - Tute blu della Cgil in sciopero contro l'accordo separato tra Cisl, Uil e Federmeccanica sul rinnovo del contratto nazionale. I metalmeccanici vicentini della Valbruna, Campagnolo, MeccAlte e Bdf si sono dati appuntamento ieri mattina alla rotonda della fiera di Vicenza per due ore di astensione dal lavoro e di protesta contro un contratto che prevede «aumenti da fame». Altre iniziative si sono svolte a Schio, Arsiero e Bassano. «A Vicenza eravamo circa in 400 - afferma il segretario generale della Fiom provinciale Giampaolo Zanni - a testimonianza del fatto che nonostante la paura per la crisi i lavoratori hanno ancora la dignità e la forza per chiedere un contratto degno di questo nome e soprattutto per poter contare e decidere con il proprio voto ». La Fiom Cgil, al contrario del sindacato di categoria della Cisl e della Uil è assolutamente contraria al contratto nazionale fin qui delineato in quanto «i lavoratori, circa 40 mila in provincia - spiega Zanni - riceveranno a gennaio un aumento mensile netto tra i 16 e i 18 euro, cifra molto lontana dai precedenti rinnovi unitari ».
E se le sigle dei metalmeccanici procedono in modo separato, Cgil, Cisl e Uil vicentine unite denunciano la situazione critica che si sta viv endo nell'azienda chimica Miteni di Trissino che conta 160 dipendenti. I sindacati, infatti, hanno proclamato lo stato di agitazione contro l'annunciato blocco degli impianti di produzione per un mese e la cassa integrazione ordinaria. «I lavoratori sono preoccupati per il clima di incertezza sulle prospettive produttive ed occupazionali dello stabilimento in cui operano - scrivono le rappresentanze sindacali unitarie di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil -. L'annunciata fermata degli impianti di produzione per un mese, con utilizzo della cassa integrazione ordinaria, prima della chiusura per le festività natalizie, si aggiunge all'utilizzo già in corso del contratto di solidarietà per una parte dei lavoratori». I dipendenti, che si sono riuniti in assemblea, chiedono alla direzione dell'azienda (che incontreranno venerdì) «la massima chiarezza ed un maggior impegno nel definire e garantire gli investimenti in particolare nello sviluppo e commercializzazione di nuovi prodotti e l'adeguamento o ammodernamento degli impianti, così da rilanciare il ruolo della Miteni e superare la fase di crisi».
El.Ra.