Le reazioni dal mondo politico. Un solo coro: «Grande interprete del nostro mondo»

Mercoledì 19 Ottobre 2011,  Treviso - Cordoglio e commozione per la scomparsa di un grande della cultura. Tutti uniti nel rimpiangere la figura di Andrea Zanzotto, anche chi ultimamente è stato spesso e volentieri bersaglio dei suoi strali come la Lega. «Se n'è andata una persona eccezionale - dice Gian Paolo Gobbo, sindaco e segretario nazionale del Carroccio - che ha dato tanto. Una persona amante del nostro territorio e della nostra città. Le critiche alla Lega? ha sempre detto quello che pensava, non ci sono mai stati problemi. Ma è stato usato e quando un uomo come lui viene strumentalizzato non va bene». Il presidente della Provincia Muraro sottolinea la grandezza del poeta: «Oggi abbiamo perso un pilastro della cultura e dell'identità veneta. Il Veneto oggi non perde soltanto un grande artista, ma un ambasciatore nel mondo della propria cultura e tradizione». Marco Zabotti, consigliere provinciale Udc parla di un poeta «che ha saputo tradurre mirabilmente in versi l'inquietudine e la ricerca di senso dell'uomo contemporaneo». Simonetta Rubinato, deputato del Pd tenta di guardare oltre: «Il suo pensiero rimarrà vivo e fecondo grazie al patrimonio culturale che ci ha lasciato». Maurizio Castro, senatore del Pdl, ricorda: «La sua opera dimostra come si può essere massimamente moderni essendo massimamente tradizionali».

      Enrico Quarello, segretario provinciale del Pd, non nasconde un accenno di polemica: «Vogliamo ricordarlo riportando un suo recente commento "emblematico" per un poeta che ha una grande produzione in dialetto: «Cosa si sono sognati di inaugurare una scuola in dialetto? In inglese si doveva inaugurarla, aprirsi verso il mondo non chiudersi in se stessi». Dal mondo produttivo arrivano le parole di Alessandro Vardanega, presidente degli Industriali: «La sua opera, la sua attiva presenza nel dibattito culturale italiano ed europeo, il suo radicamento profondo in questo territorio e nella sua lingua, continueranno a "nutrire" lo spirito delle donne e degli uomini di questo tempo e in tutto il mondo». Infine Paolino Barbiero, segretario provinciale Cgil: «È stato un interprete autorevole e sensibile della realtà sociale veneta e dell'intero Paese, di cui ha compreso puntualmente i punti di forza e le debolezze».

      Paolo Calia

    

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