Le istituzioni. Dalla Regione uno stanziamento di cinquecentomila euro per i parenti delle vittime

Infortuni, stanziati i fondi per i familiari. Il sindacato: numeri in calo, ma Verona è la città meno sicura del Veneto

VERONA - La sicurezza e la formazione sono l'unica via per far calare il numero di infortuni sul lavoro. Quando la tragedia è consumata è tardi per agire, ma la regione Veneto tenta di fare qualcosa anche per le famiglie che hanno perso un proprio caro a causa di una «morte bianca». Ieri la giunta regionale ha deciso di stanziare mezzo milione di euro per un fondo «a favore dei familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa d'incidenti nei luoghi di lavoro». «Si tratta - afferma l'assessore regionale alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi - di un aiuto tangibile alle famiglie dei lavoratori morti sui luoghi di lavoro in Veneto ed è anche un forte richiamo all'applicazione e al rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legislazione italiana.
E' l'unica esperienza a livello nazionale e ancora una volta proviene dal Veneto».
Nella nostra regione, secondo gli ultimi rapporti ufficiali Inail, sono stati 116 nel 2007 e 113 nel 2008 gli incidenti mortali (quelli non mortali sono scesi nello stesso periodo da 109mila a 104mila). «Nella sola provincia di Verona - fa sapere Paolo Righetti, responsabile sicurezza della Cgil - gli incidenti mortali sono stati 22 nel 2007 e 21 nel 2008. Quelli non mortali 22.063 due anni fa e 21.538 l'anno scorso. Sono numeri in calo, ma Verona continua ad essere la città meno sicura del Veneto da questo punto di vista».
Per accedere al fondo di solidarietà regionale (i 500mila euro destinati ieri copriranno gli eventi avvenuti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009), i familiari devono presentare domanda all'Osservatorio regionale nuove generazioni e famiglia, dell'Usl 3 di Bassano del Grappa, entro il 30 aprile 2010. «Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro - prosegue Valdegamberi - è sempre, purtroppo, alla ribalta. Con quest'intervento di solidarietà e attenzione concreta assicuriamo una prima forma di sostegno alle famiglie colpite da tali improvvisi e drammatici eventi, che spesso si trovano a fronteggiare, oltre al dolore privato, anche una situazione di emergenza economica ».
Per l'anno 2008 sono pervenute 65 domande di accesso al fondo: 13 sono risultate non ammissibili, mentre le rimanti 42 erano in regola, quindi le famiglie hanno potuto usufruire del sostegno economico. Il provvedimento prevede che siano destinatari del fondo di solidarietà in via prioritaria il coniuge e i figli della lavoratrice o del lavoratore deceduti, quando abbiano reddito Isee pari o inferiore a 50 mila euro. Al nucleo familiare è destinato un contributo una tantum di cinquemila euro che sarà incrementato di mille euro per ogni figlio minorenne.
Davide Pyriochos