Le imprese: servono incentivi per il risparmio energetico

BELLUNO Parola d’ordine: alleanza. Quello dell’edilizia è un settore anomalo, dove aziende, sindacati e lavoratori si trovano uniti per cercare di uscire dalla crisi. «Il momento non è dei più felici», sottolinea Domenico Limana, presidente della sezione edile di Confindustria, «ci sono ditte che falliscono per i ritardi nei pagamenti degli enti pubblici, altre che non hanno commesse perché tutto è fermo. E poi ci si mette il terrorismo mediatico sui controlli fiscali, che spinge molti a tenere il denaro nascosto, anziché investirlo nel mattone». Per Limana, chi di dovere non ha posto in essere alcuna manovra per cercare di rianimare un settore in grave difficoltà: «Bisognerebbe premiare chi costruisce edifici “ecologici”e incentivare la bioedilizia, perché al momento i prezzi di mercato sono tutt’altro che concorrenziali e le famiglie non possono sostenerli. La politica non fa niente per noi». E sui ritardi di pagamento della pubblica amministrazione: «Il colmo di questa situazione è che tante ditte falliscono per colpa dei crediti vantati da Comuni o enti pubblici. Come si fa a dilazionare un pagamento a 365 giorni? Ma lo sanno a Roma che le aziende devono pagare i dipendenti, i fornitori, il gasolio, le tasse... Una cosa è certa: chi lavora con il pubblico è penalizzato. E la colpa è della politica». Gi fa eco Paolo Tramontin, presidente dell’edilizia artigiana dell’Uapi: «Nel 2011 le perdite nell’occupazione rappresentano il 4% dei lavoratori dell’edilizia, una percentuale che si aggiunge ad analoghe diminuzioni registrate nei due anni precedenti. La crisi che attanaglia l’Europa non influisce certo sulla propensione a investire in costruzioni o ristrutturazioni e il dissesto economico degli enti locali riduce sempre più gli appalti pubblici in provincia». Ma nella difficoltà, Tramontin vede anche chiaro: «Siamo in un momento di svolta, dove vengono impostate nuove politiche, non solo di risparmio ma anche di sviluppo. Dobbiamo quindi guardare agli aspetti positivi che il mercato può offrire. Confidiamo sul rinnovo del Piano casa, sugli incentivi per il risparmio energetico e sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni, che con la Manovra Monti sono state strutturate».