Le imprese: «Giusto i soldi ai cassintegrati, ma sostenete anche noi No all'addizionale Irpef»

Le imprese: «Giusto i soldi ai cassintegrati, ma sostenete anche noi No all'addizionale Irpef»
VENEZIA - Difficile avere da ridire quando si tende la mano a chi sta perdendo il posto di lavoro, ma il popolo delle partite Iva un messaggio alla Regione lo manda dopo l'azzeramento del Fondo unico per le imprese. Ben 53 milioni di euro «dirottati» a finanziare gli ammortizzatori sociali di competenza veneta, in deroga alle leggi statali, cioè cassa integrazione e, dal 2011, anche mobilità. Portavoce delle piccole e medie imprese private di quei fondi la Confartigianato Veneto. «Capiamo l'emergenza per decine di migliaia di lavoratori le cui aziende sono in ginocchio e loro senza stipendio- precisa ClaudioMiotto, leader di Confartigianato Veneto - Ma il benessere sul territorio lo creano le imprese. Se non le si aiuta, come si fa?» . Miotto si aggancia all'editoriale del professor Giovanni Costa, ordinario di Organizzazione aziendale all'università di Padova, pubblicato sul nostro giornale domenica, intitolato «Se il chirurgo uccide il paziente» . Anche per il presidente di Confartigianato «un Paese non può vivere di sostegno al reddito» , ma quest'ultimo «va prodotto. Con l'assistenzialismo si spegne l'innovazione imprenditoriale e la spinta alla riqualificazione dei lavoratori. Va evitato che qualcuno trovi più conveniente restare a casa con la cassa integrazione, magari facendo lavoretti in nero in concorrenza con gli artigiani veri» . Artigiani che sarebbero colpiti anche dall'eventuale reintroduzione dell'addizionale Irpef, proposta dal governatore Zaia in «strana» sintonia con i sindacati (specie Cisl e Cgil) e avversata dal Pdl. Un balzello che, oltre a quello di Miotto, trova il no di Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto. «Va bene aiutare i cassintegrati - attacca Zanon - che sono pure clienti delle nostre imprese e il cui reddito va sostenuto, ma almeno stop a nuove tasse» . Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, si fa una ragione del Fondo prosciugato e approva l'aiuto ai cassintegrati però. Però è preoccupato come nazionale, di politiche pubbliche per lo sviluppo economico» . Critico il segretario regionale dell'Udc, Antonio De Poli: «La situazione è drammatica. Bene rifinanziare la cassa integrazione in deroga, ma il Fondo serviva. Zaia segue la lezione-Tremonti: tagli a ogni costo. Ma così il Veneto rischia di morire dissanguato» . I sindacati approvano il sostegno ai cassintegrati. Anche la Cgil che l'accordo sulla cassa integrazione in deroga non l'ha firmato perché restringerebbe la platea dei beneficiari. «Ci mancherebbe in un'emergenza simile- chiarisce il segretario generale regionale Emilio Viafora - E non è vero che si tolgono fondi alle imprese per darli ai lavoratori, la cassa in deroga è finanziata da fondi statali ed europei. E le aziende hanno 35 milioni di euro a disposizione, dall'intesa Regione-banche, per favorire l'accesso al credito. Piuttosto non penalizziamo i lavoratori, e quindi i veneti più deboli: reintroduciamo subito l'addizionale Irpef per i redditi dai 29.500 euro in su. Altrimenti in primavera il governo la farà tornare per tutti dagli ottomila euro» . La Cisl, che l'intesa con la Regione sulla cassa in deroga l'ha firmata, riconosce come l'ammortizzatore sociale andrebbe integrato dall'obbligo di formazione professionale. «E non si dica che le imprese restano senza sostegni perché di finanziamenti ne hanno - conclude la leader regionale Franca Porto - piuttosto la Regione recuperi risorse per lo sviluppo economico tagliando gli sprechi» . Gianni Sciancalepore

Vedi anche...