Le donne in piazza per dire basta «Se non ora quando?»
Le donne in piazza per dire basta «Se non ora quando?»
BELLUNO. Anche a Belluno domenica le donne scendono in piazza per dire «Basta» a una concezione del corpo femminile come merce.
La popolazione "rosa" bellunese aderisce dunque alla mobilitazione nazionale che coinvolge ormai migliaia di donne che vogliono alzare la loro voce, forte, chiara, indignata.
«Siamo preoccupate per noi, ma soprattutto per le nostre figlie e nipoti, una generazione più vulnerabile perchè non ha vissuto le battaglie che hanno portato le donne a conquistarsi un ruolo nella società», ha detto Adriana Lotto, uno dei membri del gruppo che si è adoperato per organizzare la mobilitazione cittadina. L'immagine che sta passando da tempo, in televisione ma anche nella cultura generale, è «falsa, e lesiva della dignità e del rispetto che si deve alla donna. Non siamo solo corpi da sfruttare o esibire, né siamo oggetto di scambio da usare per ottenere carriere o ricchezze. Siamo persone con intelligenza e dignità, e siamo stufe di questa situazione».
Il gentil sesso, agguerrito, scenderà in piazza domenica al motto di "Se non ora, quando?" per affermare il valore della persona, troppo spesso calpestato in nome della sola bellezza o giovinezza. Il ritrovo è fissato per le 10 in diversi punti della città: piazza Duomo, piazza delle Erbe, davanti al teatro comunale, porta Dante e via Carrera (all'angolo con la sanitaria). In ogni luogo saranno distribuiti palloncini bianchi (si chiede anche di indossare qualcosa di bianco), e alle 11 i gruppi si muoveranno verso piazza dei Martiri, per dare vita al cuore della manifestazione che si chiuderà alle 13. Verranno letti alcuni brani che rimettano al centro la dignità della donna ma anche le grandi donne che hanno contribuito a rendere il paese civile. Non ci saranno bandiere, simboli di partito o riferimenti esclusivi, perchè la mobilitazione vuole essere «inclusiva, per tutte e tutti», ha aggiunto Irma Visalli. «Questo è un momento importante per la società tutta, donne e uomini, per avviare una riflessione complessiva. Oggi il messaggio che passa è che con il corpo si possa ottenere quello che si vuole. Invece le donne hanno saputo dimostrare nel tempo che si possono conquistare il loro posto in società per i loro meriti». Una società che però ancora le discrimina, nel mondo del lavoro.
Denise Casanova, della Cgil, ha ricordato come «l'Italia sia all'87º posto per occupazione femminile, e al 121º per quanto riguarda le donne che occupano posti di vertice nei diversi settori lavorativi. Eliminando le discriminazioni di genere un rapporto del word economic form ha dichiarato che si alzerebbe il Pil della zona euro del 13%».
E se «le donne hanno conquistato posizioni di prestigio, ad esempio nella magistratura, dove sono ormai il 70%, ma è anche vero che nel 30% di giovani disoccupati la maggior parte sono ragazze», ha detto Claudia Bettiol. «E se una donna non lavora non può alzare la testa, perchè ha sempre bisogno di qualcuno». E' anche per dire "basta" a una cultura che vede il maschio dominatore e la donna vittima che si scenderà in piazza domenica.
Alessia Forzin