«Le banche come strozzini»
«Le banche come strozzini»
Domenica 17 Gennaio 2010, Padova - «Nell'ultimo anno c'è stata un'impennata di denunce per usura contro le banche presentate soprattutto da piccoli e medi imprenditori che si sono rivolti agli istituti di credito domandando finanziamenti per superare la crisi. Ma gli interessi loro applicati sarebbero andati oltre i limiti fissati dal Ministero delle Finanze. Le denunce sono arrivate da persone disperate, e inoltre ci sono le segnalazioni di diverse associazioni a cui gli imprenditori si si sono rivolti».
Le parole sono del pubblico ministero Paolo Luca, il magistrato che coordina il gruppo di sostituti procuratori padovani che si occupa di reati finanziari. Frasi che portano alla luce una situazione drammatica non nuova però agli operatori del settore e ai responsabili delle principali associazioni a difesa dei diritti dei cittadini.
«Il problema esiste - conferma Fabio Di Stasio, direttore di Artigianfidi - noi, per esempio, stiamo utilizzando un fondo anti usura di circa 900 mila euro per aiutare i piccoli imprenditori. Le banche infatti non si accontentano più delle sole garanzie che possiamo offrire loro, ma ne vogliono di supplementari e spesso arrivano a chiederne in eccesso rispetto alla somma domandata dagli imprenditori».
«Gli istituti di credito - continua il direttore di Artigianfidi - hanno chiuso i contatti con moltissime imprese. Il nostro lavoro, nell'ultimo anno, è aumentato del 38 per cento, ma questo non è certo un bel segnale. Significa che le banche non hanno più concesso credito nemmeno a chi già ne usufruiva». Ma l'allarme lanciato dalle parole del sostituto procuratore è condiviso anche dal segretario provinciale di Adiconsum, Roberto Nardo: «Più che i tassi d'interesse applicati, il problema sono i costi di commissione e le altre spese pretese dalle banche, che sono persino riuscite a reintrodurre la commissione di massimo scoperto, seppur in altro modo rispetto a prima».
E l'affondo del segretario di Adiconsum nei confronti degli istituti bancari si trasforma in un vero e proprio attacco all'arma bianca: «Negli ultimi due, tre, anni hanno fatto di tutto e di più per raccogliere denaro e tappare i buchi provocati dalle speculazioni finanziarie non andate a buon fine. Noi continuiamo a denunciare questi comportamenti e soprattutto la pericolosità del "sottobosco" rappresentato dalle finanziarie e dalle società di mediazione del credito».
Con il segretario provinciale di Adiconsum e con il direttore di Artigianfidi, si schiera anche Nicola Ramundo, presidente dell'Osservatorio del cittadino contribuente: «Ci sono imprenditori alla canna del gas, specialmente il popolo delle partita iva all'interno del quale si è registrata una vera e propria impennata di fallimenti. Causati dalle banche che ormai non permettono più di operare».
«Utilizzando una lunga serie di artifici - termina Nicola Ramundo - arrivano ad applicare quelli che vengono definiti tassi "oltre usura". Ma oltre agli istituti di credito i problemi arrivano anche da quelli finanziari che stanno mettendo sul lastrico tanti piccoli imprenditori. E la cosa incredibile in questa vicenda è il mancato intervento di Bankitalia».