Le aziende edili «alla canna del gas» Protesta a Roma

Le aziende edili «alla canna del gas» Protesta a Roma
Aderiscono alla manifestazione oltre 520 costruttori di Ance Confartigianato e Lega delle Coop

VENEZIA. In rivolta gli imprenditori edili del Veneto di Ance, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Lega-coop e Confcooperative. Mercoledì 1 dicembre oltre 520 costruttori edili veneti, insieme ai propri operai di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, parteciperanno alla manifestazione nazionale organizzata dagli Stati generali delle costruzioni in piazza Montecitorio a Roma.
Alle delegazioni sindacali e degli imprenditori si affiancheranno anche le associazioni di categoria come Federlegno Arredo. Per la prima volta lavoratori e imprenditori saranno fianco a fianco per chiedere il sostegno del Governo e della Regione al settore delle costruzioni. «Nelle politiche e nei fatti, non solo nei proclami» esordisce Stefano Pelliciari, presidente Ance Veneto. «Siamo ormai alla canna del gas, la situazione è drammatica e abbiamo perso la voce a forza di urlare il nostro allarme per un settore che ha perso oltre 50mila posti di lavoro dal 2008. Questa manifestazione, inusuale per noi, ha un valore valorecivile più che economico, perché si sta distruggendo tutto un settore, la filiera delle costruzioni è in crisi e la salute del nostro mestiere incide sul 70% del Pil del territorio» commenta Pelliciari. «Chiediamo al Governo che siano definite le risorse destinate all'edilizia, vogliamo chiarezza e serietà perché non possiamo vivere di sensazionali annunci che non portano da nessuna parte. Occorre fare in modo che gli enti pubblici possano pagare i propri debiti, regionalizzare il patto di stabilità, diminuire i tempi burocratici, mettere mano alla normativa sul piano casa osteggiato dai comuni, rimettere in moto l'economia partendo da lavori pubblici con pacchetti di piccole e medie opere» lancia il sasso il presidente Ance. «Occorre rivitalizzare il settore edile, uno dei più importanti per l'intera economia regionale» commenta Leonardo Zucchini, segretario Fillea Cgil Veneto. «Lo si può fare attraverso la riqualificazione urbana dei centri storici, con il restauro degli edifici, con il recupero abitativo e seguendo politiche di risparmio energetico, per non parlare di tutti gli edifici scolastici che vanno messi in sicurezza e gli interventi finalizzati al ripristino dei fabbricati dopo l'alluvione» commenta Zucchini. «Confartigianato, Cna e Casartigiani contano in Veneto 34 mila soci, il 60% delle oltre 57mila imprese artigiane dell'edilizia regionale. Nell'ultimo anno e mezzo il 4% delle imprese artigiane senza dipendenti non ha retto alla crisi, mentre le imprese con dipendenti sono calate del 9% e hanno diminuito il personale del 10%» spiega Paolo Fagherazzi, presidente Confartigianato edilizia del Veneto. «Il dato è pesante se si calcola che nella nostra regione tra il 2002 e il 2006 nascevano 5 nuove aziende al giorno».
Sabrina Pindo

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