Lavoro. «Rilancio all'ideal Standard»: sindacati scettici

Lavoro. «Rilancio all'ideal Standard»: sindacati scettici
BELLUNO - Trichiana? Non solo licenziamenti: dovrà diventare leader nei prodotti ceramici di fascia media e saranno riposizionati i marchi Ideal Standard e Ceramiche Dolomiti. Lo affermano fonti interne alla Ideal Standard, i cui vertici ieri hanno incontrato i sindacati al ministero per lo Sviluppo e illustrato piano industriale e commerciale. E hanno concordato una sospensione della cassa integrazione straordinaria sino a fine mese; nuovi incontri con i sindacati il 23, 24 e 27 luglio «per rivedere e discutere il contenuto e gli effetti del piano strategico proposto», si legge in una nota dell'azienda. Ma i sindacati bocciano entrambi i progetti. «Il piano industriale è un disastro - dice Nicola Brancher della Cisl di Belluno - e quello commerciale ipropone ciò che si faceva in azienda qualche anno fa, quando era sana». Sono noti da ieri i «numeri» del piano industriale: 650 esuberi, chiusura degli stabilimenti di Brescia e Gozzano (Novara) e riduzione dell'organico anche a Trichiana. La scure colpirà 600 dipendenti della produzione e 50 tra logistica, vendite e amministrazione. L'azienda investirà 50 milioni di euro in tre anni: 25 per concentrare la produzione nei tre stabilimenti superstiti, e 25 per realizzare il piano commerciale: aumentando il network distributivo e i canali di showroom e per azioni verso architetti e geometri. Il 31 luglio nuovo vertice al ministero. I sindacati frenano. «Ieri - afferma Brancher - il nostro scopo era ripristinare relazioni industriali normali. L'azienda ha abbandonato la strada delle scelte unilaterali: si torna a discutere; ma il piano industriale non lo accettiamo».

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