Lavoro. Nei primi 5 mesi dell'anno la provincia berica conquista il triste primato in Veneto
Va a Vicenza il record della cassa integrazione. L'unica realtà che supera i 4 milioni di ore. E nel mese di giugno la Cisl regionale non prevede miglioramenti
Vicenza. La febbre non accenna a diminuire, anzi. Il termometro della cassa integrazione è un indicatore infallibile per misurare la gravità della crisi economica in Veneto e a Vicenza, e le ultime rilevazioni diffuse ieri dalla Cisl non lasciano molte speranze. Con le rivelazioni di maggio (6,7 milioni di ore di Cig ordinaria, il dato più alto dei primi 5 mesi) sale a 19,2 milioni di ore il totale per il Veneto nel 2009.
Vicenza è l'unica provincia a superare i 4 milioni di ore e a conquistare così il poco ambito primato di "regina" veneta, si fa per dire, della cassa integrazione. Colpa anche di un incremento pazzesco verificatosi a maggio: rispetto ad aprile il numero di ore di Cig è schizzato in alto di quasi il 50%.
La Cisl del Veneto, dal canto suo, osserva che la provincia più colpita, in proporzione all'apparato industriale, risulta Belluno (particolarmente colpito il settore dell'occhialeria) con poco meno di 3,5 milioni di ore, tante quante la provincia di Treviso e poco meno di Padova (3,7 milioni). Confrontando il trend degli ultimi due mesi, Treviso addirittura raddoppia e passa da 670 mila a 1,3 milioni di ore.
«Le province di Padova, Rovigo e Verona - spiega la Cisl - presentano un trend, da gennaio a maggio, di crescita progressiva del volume di ore di Cig anche se l'industria veronese risulta ancora la meno colpita dalla crisi (poco più di 1,3 milioni di ore, come Rovigo)».
Un altro triste record Vicenza se lo assicura stando ai dati della Cassa integrazione in deroga, utilizzabile dal 1° aprile scorso dalle piccole aziende dell'artigianato, del terziario e cooperative. La province che registra il maggior numero di richieste di questo ammortizzatore sociale, infatti, è proprio Vicenza con 1,7 milioni di ore, seguita da Treviso (1,1 milioni di ore) e Padova (1 milione di ore) «il cui apparato produttivo di piccole aziende - ricordala Cisl - specie metal meccaniche, risente pesantemente del la crisi in atto e ha trasferito nella Cig in deroga le sospensioni dal lavoro prima coperte da uno speciale sussidio detto "disoccupazione in deroga" e che ha interessato oltre 12.500 lavoratori».
Per il mese di giugno, sottolinea Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto, non ci sono segnali di miglioramento della situazione. «È urgentissimo - continua la Porto - completare la regolamentazione dei sussidi in deroga per chi ha perso il lavoro e non beneficia di indennità di disoccupazione o di mobilità. Le assunzioni sono infatti pochissime rispetto alle cessazioni e nemmeno l'avvio della stagione turistica estiva sembra dare risposte occupazionali sufficienti».
Marino Smiderle