Lavoro. I dati della ricerca di Veneto Lavoro

Perduti in Veneto 61mila posti da marzo 2008
Giù il settore manifatturiero La Cisl: «Crisi ancora acuta»

In Veneto l'occupazione è in calo di 61mila unità nel primo trimestre 2009 rispetto all'analogo periodo 2008 (668mila assunzioni a fronte di 729mila cessazioni). Il dato è contenuto nel documento Misure/23 sull'occupazione dell'ente regionale Veneto Lavoro.
Il saldo negativo tra assunzioni e cessazioni riguarda stranieri per 18 mila casi e italiani per i restanti 43mila. Il settore più colpito è il manifatturiero con -47 mila posti. A seguire i servizi con una perdita di 15mila occupati. Resta in territorio positivo l'agricoltura con 2 mila occupati e la Pubblica Amministrazione con 7 mila.
I dati del Sill, Sistema informativo del lavoro locale, della Regione che registra tutte le assunzioni, trasformazioni e cessazioni nei rapporti di lavoro dipendente nelle aziende collocate in Veneto, chiariscono anche altri aspetti del mercato del lavoro. Ad esempio che nel settore agricoltura che da solo ha mosso nei 12 mesi considerati oltre 50 mila posti di lavoro, le nuove assunzioni (come le cessazioni) sono costituite dal 50% di lavoratori stranieri. Immigrati sono anche il 40% dei nuovi assunti dell'edilizia (18 mila su 41 mila) e il 22% nel commercio, turismo e nei servizi alle imprese.
Le assunzioni nella Pubblica amministrazione, scuola e sanità comprese, riguardano in gran parte lavoratori italiani (105 mila su 109 mila). I 61 mila posti di lavoro perduti rappresentano circa il 3,5 % dell'occupazione regionale.
I dati trimestrali di Veneto Lavoro confermano che il saldo negativo più forte si è avuto tra ottobre e dicembre 2008 con le cessazioni che hanno toccato quota 206mila e le assunzioni ferme a 135 mila.
Saldo zero tra assunzioni e cessazioni nei primi 3 mesi del 2009, un dato molto negativo, sottolinea il documento dell'ente, in quanto questi mesi rappresentano sempre un boom di assunzioni.
Sempre in tema di assunzioni i 6 mesi della crisi monitorati (ottobre 2008- marzo 2009) segnano una riduzione del 40% dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato, un calo dei nuovi rapporti a tempo determinato e un crollo in quelli di lavoro somministrato.
«Sono numeri che dimostrano che la crisi, anche in Veneto, è concreta e pesa non poco sull'occupazione e sul reddito delle famiglie», commenta in una nota Franca Porto, segretaria regionale della Cisl impegnata nel congresso nazionale, «Con i nuovi ammortizzatori sociali concordati con la Regione abbiamo dato sollievo a molti lavoratori che hanno perduto il lavoro, ma questo non basta. La crisi è tutt'altro che finita», sottolinea la Porto, « e non ci sono segnali di recupero di occupazione. Lo stiamo ribadendo anche al nostro congresso nazionale: servono ulteriori provvedimenti anticrisi sia per i lavoratori sia per le imprese. Aspettiamo risposte concrete dal governo ma anche dai Comuni».

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