«Lavoro, troppe discriminazioni». Uno sportello Cisl

«Lavoro, troppe discriminazioni». Uno sportello Cisl
Il segretario Refosco: «Aiuto legale su mobbing, molestie, soprusi e stalking. Colpite le donne ma anche molti dirigenti»

Un centro di ascolto rivolto alle donne, ma anche agli uomini e agli immigrati. Uno sportello per parlare di mobbing, discriminazioni di genere, sessuali, religiose e razziali.
Una porta dove andare a bussare per chiedere assistenza legale. Si è aperta ieri nella sede della Cisl in via Carducci e, almeno per ora,lo resterà tutti i lunedì dalle 17 alle 18.30. Successivamente verrà attivata anche nelle sedi di Bassano del Grappa, Thiene, Schio, Montecchio Maggiore, Lonigo, Arzignano, Noventa e Valdagno.
IL SEGRETARIO. «Il centro garantirà un aiuto legale sui casi di discriminazione o sui soprusi legati allo stalking, al mobbing, alle molestie e alle offese alla personalità femminile e offrirà informazioni utili alle lavoratrici in difficoltà - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il segretario generale del sindacato vicentino, Gianfranco Refosco - Inoltre si farà promotore di progetti educativi e formativi, entrando all'interno di una rete di servizi sul territorio che si occupano delle stesse tematiche, magari sotto altri punti di vista».
LAVORO. Sempre secondo il segretario provinciale della Cisl, nel mondo del lavoro le donne non hanno ancora raggiunto una parità di trattamento rispetto ai colleghi maschi. «Basti pensare che in Veneto - puntualizza Refosco - i differenziali salariali tra maschi e femmine oscillano tra il 17 e il 20 %, raggiungendo il 25% quando la comparazione avviene con le donne che possiedono un titolo di studio elevato. A ciò si aggiunge un dato importante: per molte lavoratrici il percorso di carriera e di crescita professionale si interrompe con la maternità perché al loro rientro in azienda si ritrovano ad occupare una posizione diversa da quella iniziale, spesso inferiore, o, in casi più gravi, sono costrette a lasciare il proprio lavoro».
DENUNCE. Molte a a detta degli operatori. Per questo si è deciso di pensare ad uno sportello provinciale che raccogliesse tutte le segnalazioni che arrivavano dai vari comparti lavorativi: chimici, tessili, metalmeccanici. «Abbiamo notato - aggiunge Refosco - che gli atteggiamenti discriminatori sono di casa nelle piccole, imprese come in quelle più grandi. Non ci sono grandi differenze. L'unico divario è rappresentato dalla volontà di denunciare, di perseguire una strada spesso lunga, ma che può essere vinta o quanto meno affrontata con l'aiuto di esperti».
UFFICIO LEGALE . «Lo sportello - spiega Fabio Dal Cortivo, responsabile dell'ufficio legale - è nato dall'attenzione della Cisl nei confronti delle donne, ma è rivolto a tutti i lavoratori e le lavoratrici che subiscono comportamenti discriminatori sul luogo di lavoro, siano essi di genere, di nazionalità o di religione».
«Il servizio - prosegue Dal Cortivo - vuole diventare un "Centro di Ascolto", un punto di riferimento per i lavoratori anche solo per una consulenza. Allo sportello il lavoratore troverà un' operatrice formata e un servizio di accoglienza curato da operatori che hanno seguito un percorso formativo». Inoltre, conclude il responsabile dell'ufficio legale, «contiamo di raccogliere dati, statistiche per far sì che tutto quello che riguarda questo fenomeno venga alla luce e possano così essere raccolti, commentati e analizzati dati e cifre in maniera più concreta per affrontarli, poi, in forma adeguata anche in altre sedi ».
Chiara Roverotto