Lavoro, presentato il piano triennale La Cgil non ci sta: è privatizzazione

Lavoro, presentato il piano triennale La Cgil non ci sta: è privatizzazioneL'assessore Sachetto: saremo noi i supervisori. Corso: c'è già un esposto in RegioneVERONA - Era un decennio che la Provincia di Verona non adottava un «Piano triennale per il lavoro» : ieri la giunta ha approvato il documento proposto dall'assessore Fausto Sachetto. Segno dei tempi, come dice lo stesso assessore: «Nell'attuale contesto economico -afferma -ci è sembrato utile riproporre uno strumento che per molto tempo era mancato. Quello dell'occupazione è diventato un problema prioritario, quindi ci siamo mossi per cercare soluzioni innovative. Lo scorso inverno abbiamo iniziato a lavorare con gli uffici e ora inizia l'iter per arrivare all'approvazione vera e propria del testo da parte del consiglio» . Sachetto sottolinea che su un tema come questo la discussione è aperta, e che sono ben accetti i contributi di tutti. Tuttavia dal fronte sindacale già si segnala il no secco della Cgil. Ma andiamo con ordine: cosa dice il piano? «Come prima cosa -spiega l'assessore -cerchiamo di utilizzare le nuove tecnologie per aiutare l'incrocio di domanda e offerta di lavoro. L'idea è fare in modo che la Provincia metta in piedi un portale, all'interno del quale i lavoratori accreditati possano aggiornare il proprio curriculum e le aziende inserire le proprie richieste. Vogliamo in questo modo rendere più fluido l'incrocio tra domanda e offerta» . L'altro pilastro del progetto prevede di attivare società no-profit e parti sociali per affidare a loro il compito di trovare un'occupazione ai lavoratori svantaggiati. Ciò deve avvenire attraverso uno strumento chiamato «agenzia sociale» . «La Cgil -dice Sachetto -è contraria a questo aspetto del piano, perché da sempre rifiuta la riforma Biagi e quindi contrasta l'apertura ai privati di attività che in passato venivano gestite dal pubblico. Io dico che non si tratta di una privatizzazione, perché l'incarico di trovare lavoro alle persone svantaggiate sarà affidato a enti no-profit e la supervisione resterà in capo alla Provincia. I finanziamenti saranno garantiti dalla Provincia e dalla Fondazione Cariverona» . Una sintesi che non è condivisa da Michele Corso, segretario Cgil Verona. «La privatizzazione -replica -è nei fatti, perché la Provincia deroga al proprio ruolo e dà ai privati la gestione del servizio, aprendo le porte a contratti in deroga per i lavoratori svantaggiati. Abbiamo già presentato un esposto in Regione, perché in mancanza di una normativa regionale, la Provincia di Verona non può per il momento muoversi su questo terreno» . La contrarietà della Cgil al piano triennale riguarda anche un altro aspetto del testo: «È un documento teorico -dice Corso -che non affronta le esigenze e i bisogni del mercato del lavoro a Verona. Manca completamente un'analisi della realtà locale. Su un testo del genere daremo battaglia per evitare che si arrivi all'approvazione» . Opposta l'opinione di Cisl e Uil, che hanno già dato il proprio assenso al documento in sede di commissione preliminare. «Non è la soluzione ai problemi -dice Massimo Castellani, segretario Cisl -ma pone le condizioni per migliorare la realtà locale» . Il segretario Uil, Lucia Perina, vuole verificare cosa succederà concretamente: «Secondo noi i princìpi sono buoni -commenta -perché il piano riconosce i cambiamenti avenuti nel mercato del lavoro nell'ultimo decennio. Perché alla fine sia efficace bisogna però crederci fino in fondo. Ciò significa che i sindacati devono essere coinvolti nei vari progetti e soprattutto che devono arrivare le risorse per rendere operative le novità fin qui soltanto immaginate» . Davide Pyriochos

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