Lavoro, più assunti ma precari. Il saldo attivo è di 47 mila occupati tuttavia aumenta la flessibilità I contratti a tempo indeterminato sono meno di quelli a termine

Lavoro, più assunti ma precari. Il saldo attivo è di 47 mila occupati tuttavia aumenta la flessibilità I contratti a tempo indeterminato sono meno di quelli a termine
L´assessore provinciale Martini, la giornalista Ganz del Sole, la segretaria Cisl Porto e Venier ...
Il lavoro riparte e aumenta la flessibilità. Che molto spesso si traduce con precarietà. Nel 2010, infatti, le assunzioni sono aumentate e, come testimonia uno studio di Veneto Lavoro, nel primo semestre in tutta la regione sono state 314mila contro 246mila licenziamenti, con un saldo attivo di 47mila occupati. A tal proposito, però, i dati presentati ieri durante il convegno "Il lavoro che c'è", organizzato da Umana Forma, Provincia e Uomo e impresa in università, negli ultimi 5 anni la percentuale di avviamenti con contratti flessibili è passata dal 50 al 67 per cento.
A testimoniare questa tendenza è anche la ripresa delle agenzie per il lavoro, che se negli ultimi anni avevano vissuto a propria volta un momento di crisi, stanno riprendendo bene, tanto che a Vicenza città, le principali agenzie contano oltre 100 dipendenti a testa.
A confermare l'andamento è Giuseppe Venier, amministratore delegato di Umana. «Negli anni passati - spiega - avevamo avuto un calo del 50 per cento a Vicenza, mentre ora la ripresa è netta».
Ma anche il progetto regionale di formazione, presentato da Giorgio Paladin di Uomo e impresa, che ha visto la partecipazione di 110 lavoratori, di cui 25 da Vicenza, 13 dei quali hanno già ritrovato un'occupazione. Di questi, però, solo 2 hanno contratti a tempo indeterminato, mentre i restanti 11 hanno contratti a tempo determinato di oltre 8 mesi. Altri 6 casi sono invece in monitoraggio. Il dato interessante è che, se nel Vicentino 18 lavoratori provenivano dal metalmeccanico, 5 dal manifatturiero e 1 dal commercio, proprio il metalmeccanico è quello che ha riassorbito il maggior numero di lavoratori: 6 contro i 3 del manifatturiero e 1 del commercio.
Il metalmeccanico, infatti, è uno dei settori che stanno ricominciando ad assumere, «riassorbendo più della metà delle persone espulse dal lavoro», sottolinea Giampaolo Pedron, vicedirettore generale di Confindustria Veneto. Ma è anche uno di quelli destinatari dei contratti di somministrazione delle agenzie, insieme alla grande distribuzione, la gomma-plastica, il fotovoltaico e anche l'edilizia, che sta vivendo una leggera ripresa.
Tra i relatori di ieri, però, non ci si è nascosti la problematicità dei contratti flessibili, che danno ai lavoratori meno tutele.
«Le assunzioni sono già ripartite nel 2010 - afferma Franca Porto - segretaria regionale della Cisl - ma il nostro sistema è lento a riorganizzarsi. La flessibilità ora è indispensabile, ma bisogna decidere come darle un termine o, per chi resta lavoratore flessibile a vita, dare retribuzioni più alte e maggiori tutele. La Regione ha titolarità di molte materie per ordinare la "flexsecurity". In materia di flessibilità si sono dette e fatte molte sciocchezze, ma se si sono distrubuiti miliardi per la cassa integrazione in deroga si può fare una legge che organizzi la flexsecurity dando sicurezze a persone e aziende. Su alcune materie strategiche si possono fare accordi in deroga, per aiutare il nostro sistema a rimettersi in moto». «La flessibilità - conclude Pedron - non è di per sé un valore, deve essere solo uno stadio per arrivare alla stabilità. Chi cerca la competitività lucrando non va avanti».
Maria Elena Bonacini

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