Lavoro, niente "arbitro" se la lite è sul licenziamento

Lavoro, niente "arbitro" se la lite è sul licenziamento
Giovedì 22 Aprile 2010 Venezia - Nei contratti di lavoro non potranno essere inserite clausole, chiamate compromissorie, che rimandano ad arbitri e non a giudici la decisione sulle controversie relative alla risoluzione del rapporto (licenziamenti). La commissione Lavoro della Camera ha approvato l'emendamento al disegno di legge presentato dal relatore Giuliano Cazzola (Pdl). Viene così recepito l'avviso comune siglato a marzo dalle parti sociali, ad eccezione della Cgil, prima che il capo dello Stato rinviasse alle Camere il provvedimento per una nuova deliberazione, avanzando dubbi di costituzionalità. Questo è uno dei cinque punti citati dal Quirinale nel messaggio di rinvio. Lo stesso emendamento introduce la possibilità per le parti di farsi assistere nella certificazione, davanti alla commissione ad hoc, «da un legale di fiducia o da un rappresentante dell'organizzazione sindacale o professionale». La modifica sull'arbitrato soddisfa il ministro Sacconi, Cisl e Uil mentre continua a non bastare all'opposizione e alla Cgil («la legge resta sbagliata e manteniene punti evidenti di incostituzionalità).
In commissione per altro sono stati approvati tutti gli emendamenti della maggioranza, tranne uno, l'unico presentato dal governo, sull'esposizione all'amianto dei lavoratori a bordo delle navi di Stato. Novità anche per i co.co.co: per quelli ai quali sia stata accertata la natura subordinata del rapporto di lavoro va offerta l'assunzione a tempo indeterminato e non solo l'indennità prevista tra 2, 5 e 6 mensilità. La misura riguarda soprattutto i lavoratori di un call center.

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