Lavoro, emergenza senza fine. La fondazione Moressa: spiragli di ripresa ma la disoccupazione non cala

LA CRISI A VENEZIA.  Interpellati i titolari di 1.400 imprese nel primo semestre investimenti in stallo

MESTRE. Occupazione. Piaccia o non piaccia, resta questa la vera emergenza per l'economia veneziana. Così, mentre l'aumento dell'export rappresenta l'unica testimonianza della tanto decantata ripresa, anche le piccole imprese continuano a licenziare. Lo rivela una indagine della Fondazione Leone Moressa che ha coinvolto 1.400 imprese operanti nel territorio del capoluogo.
Il primo semestre 2010 registra un calo del 2,1 per cento dell'occupazione rispetto al periodo precedente, con punte del meno 3,2 per cento nel settore manifatturiero. Insomma, se i lavoratori delle grandi aziende, soprattutto quelle di porto Marghera, vivono enormi difficoltà, non si può dire che gli addetti delle ditte con meno di venti dipendenti dormano sonni tranquilli.
I dati della fondazione Moressa rivelano come la ripresa sia ancora lontana. Rispetto al periodo giugno-dicembre 2009, nei primi sei mesi dell'anno i titolari d'azienda del comune di Venezia registrano una diminuzione della produzione (meno 1 per cento), del fatturato (meno 0,9) e degli ordinativi (meno 0,9 per cento). Non vanno bene neppure gli investimenti: solo il 10 per cento delle piccole aziende ne ha effettuato uno da gennaio a giugno 2010. E solo il 2,9 per cento lo ha in programma per la seconda parte dell'anno. In più, i prezzi dei fornitori crescono su livelli più contenuti rispetto al passato, a dimostrare che le pretese si sono abbassate. Unico parametro in crescita, l'export.
Nell'indagine della Fondazione non manca un segnale di speranza, lanciato alla voce «previsioni». Qui le indicazioni sono incoraggianti anche se da sempre «fiducia» è la parola d'ordine del «buon» imprenditore. In ogni caso, i dati previsionali per il secondo semestre dell'anno adottano il segno più: più 0,5 per la domanda, più 0,3 per cento il fatturato, più 0,6 gli ordinativi, addirittura più 4,2 per cento per le esportazioni. Insomma, «per il secondo semestre 2010 gli operatori mostrano ottimismo - come spiega Valeria Benvenuti, ricercatrice della Fondazione - e sono incoraggianti soprattutto i segnali dell'export. Bisogna però dire che per tornare ai livelli del periodo pre-crisi, ci vorranno almeno quattro anni, perché dal 2007 a oggi il pil veneziano è sceso di circa 5 punti».
L'occupazione resta il vero freno alla possibile ripresa, tanto che anche nelle previsioni per il secondo semestre è destinata a calare (meno 0,3 per cento). «Di questi tempi - ricorda Benvenuti - la piccola azienda che sta tornando a buoni livelli di produzione, tendenzialmente sceglie di non utilizzare manodopera nuova, e aumenta piuttosto la produttività dei dipendenti che ha a disposizione. Ciò significa che la ripresa, qualora ci sia, non si traduce automaticamente in una crescita dell'occupazione. In questo caso per tornare a livelli pre-crisi si dovrà attendere almeno il 2015». Nel primo semestre 2010, secondo l'indagine, anche le difficoltà di accesso al credito si sono fatte pressanti e il 33 per cento degli imprenditori che hanno chiesto un finanziamento, non è riuscito a ottenerlo.
(Gianluca Codognato)

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