La storica azienda torna a produrre 150 cucine al giorno
Boom della Nuova Lofra di Treponti in mano all'imprenditore iraniano Riassunti gli operai: un successo
Nel Nordest è la «Nuova Lofra srl» di Treponti l'altra faccia della crisi. La storica azienda di via Euganea che produce cucine a gas, entrata in crisi con la vecchia proprietà nei primi mesi del 2009, oggi grazie all'acquisto da parte della famiglia dell'imprenditore iraniano Reza Salehi (l'investimento è stato di otto milioni di euro), ha riassunto tutti gli operai ed tornata a costruire 150 cucine al giorno. Produzione per ora riservata ai mercati esteri: Israele, Medio Oriente, Iran, Egitto, Brasile, Australia e Germania ed Inghilterra. Ieri mattina nella sede della ditta, ad un anno esatto dalla ripresa dell'attività (15 marzo 2010), la nuova proprietà ha voluto sancire con una conferenza stampa come tutti gli impegni presi in occasione del concordato siano stati onorati. Compreso quello dell'acquisizione della proprietà. All'incontro erano presenti, oltre al presidente Reza Salehi e al direttore generale Abbas Soleimani, il sindaco di Teolo Lino Ravazzolo, l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Massimiliano Barison e Gianni Castellan per la Fim-Cisl. «Ora che abbiamo superato le difficoltà per riavviare l'azienda che era ferma da oltre un anno, puntiamo a rafforzare il marchio Lofra in Italia e nel nord Europa - ha esordito Salehi - Il nostro obiettivo è quello di istituire in Italia una rete di punti vendita per evitare che il nostro prodotto finisca nella grande distribuzione. Entro fine anno dovremo arrivare a produrre duecento cucine al giorno». Il direttore generale Soleimani ha tenuto a precisare come sul salvataggio della Lofra sia stata determinante la fiducia di un piccolo istituto di credito del territorio come la Banca dei Colli Euganei di Lozzo: «Le grandi banche nei momenti di crisi diventano piccole banche, ha spiegato il manager iraniano. La Banca dei Colli Euganei ha creduto nella famiglia Salehi e ha tenuto conto che dare credito alla Lofra significava salvare numerosi posti di lavoro di persone che vivono in questo territorio». (g.b.)