La sconfitta dello statuto e del regolamento «Luca tradito dai tempi della politica»
La sconfitta dello statuto e del regolamento «Luca tradito dai tempi della politica»
L ' ordine del giorno del consiglio regionale sta lì a ricordarglielo da un anno: i proclami bellicosi di avere un nuovo regolamento entro «i primi cento giorni altrimenti si va tutti a casa» e il nuovo statuto «approvato e in vigore» entro il 2010 sono andati miseramente sbattere contro i meccanismi di Palazzo Ferro-Fini, la tenacia dell'opposizione e gli sgambetti della maggioranza. Ma soprattutto la necessità, in una partita così importante, di cercare una soluzione condivisa. A un anno dalla trionfale elezione dello scorso 29 marzo, il presidente Luca Zaia deve ammettere che uno degli slogan della sua campagna elettorale, quello sul cambiamento delle regole, è rimasto lettera morta. E' vero, rispetto al passato questa volta il governatore può contare su una commissione Statuto che lavora e su un presidente -Carlo Alberto Tesserin, decano del Consiglio -che media, discute, ma al momento gli ha promesso di tenere il punto sulla questione più spinosa: quella del voto di fiducia. Ma è innegabile che l'eccesso di ottimismo di Zaia -o la forzatura da campagna elettorale -non smettono di ritorcersi contro il loro incauto creatore a ogni anniversario. Ora governatore ha aggiustato il tiro e «spera» di avere il nuovo statuto approvato entro l'estate. La maggioranza la scorsa settimana ha fatto quadrato sulla fiducia e sulla specificità per Belluno, ma ora bisogna affrontare l'opposizione. Che non è certo tenera sull'anno trascorso: «Mi pare evidente che l'obiettivo che era al primo posto per la presidenza non è stato raggiunto -dice Piero Ruzzante del Pd -. E mi pare che non sia la prima e unica cosa che si era promesso e che non va: mi riferisco al suo "Prima il Veneto"della campagna elettorale. Il Veneto non è primo nella sensibilità del governo, lo dimostra il bilancio. Evidentemente è facile parlare, molto più difficile fare le cose. Sia ben chiaro però: non è che non è stato fatto per colpa dell'opposizione. Il problema è della maggioranza e l'esempio del bilancio è lampante: un provvedimento che è entrato in un modo ed è uscito in un altro, perché era sbagliato. Lo stesso vale per il nucleare, per i 150 anni: l'ostruzionismo non c'entra. Ma se pensa di risolvere i suoi problemi con la fiducia glielo dico già: si tolgano dalla testa l'idea di forzature sull'intero consiglio regionale» . Sarà, insomma, una lotta dura. Come è stata fatta finora. Il capogruppo del Pdl, Dario Bond, lo sa bene: «Se non siamo riusciti a fare statuto e regolamento nei tempi che sperava il governatore non è colpa sua. I tempi del Consiglio sono così. Posso dire però che per lo statuto sono stati fatti passi da gigante, c'è tanta voglia di lavorare da destra e da sinistra. Il regolamento è già stato licenziato e lo statuto con una o due sedute siamo pronti a portarlo in aula» . Da fuori la società civile guarda e attende senza troppa fiducia. E' difficile che un tema così scaldi i cuori: «Le nostre preoccupazioni sono ben altre -dice Franca Porto, segretaria regionale della Cisl -questo è un Paese in cui si continua a non cambiare mai le regole e a non rispettare quelle che ci sono» . Sara D'Ascenzo