La ripresa si è fermata disoccupazione al 7% «E il 2012 sarà peggio»

VICENZA — L'emorragia di posti di lavoro non si ferma. «Quest'anno il numero di lavoratori licenziati ha eguagliato il 2010, e non ci sono nuove occupazioni. Il 2012 si preannuncia difficile». È l'analisi dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Marina Bergamin, Gianfranco Refosco e Riccardi Dal Lago. E se l'impiego di cassa integrazione è diminuito, sottolineano i sindacati, è «perché le aziende hanno esaurito la possibilità di ricorrere all'ammortizzatore sociale e licenziano». I leader sindacali fanno appello alle industrie per un maggiore impiego di contratti di solidarietà.

Le tre organizzazioni fanno il punto sui vari comparti, sulla cassa integrazione e il numero di licenziamenti.

«La situazione tende a non stabilizzarsi, se nel primo semestre c'era stato un miglioramento che lasciava ben sperare il fenomeno si è fermato con l'estate - osserva Dal Lago - vale per quasi tutti i comparti compresa la meccanica, che speravamo facesse da traino. Si pensava ad un lento recupero dopo il 2009, così non è stato e la situazione resta drammatica. Il tutto in presenza di una manovra governativa non equilibrata». I sindacati segnalano un calo d'ordinativi nella siderurgia del 30 per cento, «ma le cose vanno male soprattutto nel tessile e abbigliamento», aggiunge Refosco. Per il resto non brillano il commercio, l'edilizia, le cartiere, la gomma-plastica, la concia, i trasporti pubblici e privati, persino il settore scolastico dove i sindacati segnalano una situazione sempre più grave per le scuole materne, in crisi causa il taglio dei trasferimenti dalla Regione e vicine a uno sciopero delle iscrizioni senza precedenti. Chimica e farmaceutica sono invece in controtendenza.

Marina Bergamin presenta i dati occupazionali: «Nei primi undici mesi l'uso di cassa integrazione è pari a 15.799.088 ore, contro i 22,8 milioni di ore del 2010. Questo valore non verrà certamente raggiunto e c'è stato un recupero, però di contro c'è il dato sugli inserimenti in mobilità, cioè i licenziamenti: quest'anno sono già a 6281, in tutto il 2010 erano stati 6676. La maggior parte nelle piccole imprese. Serve uno sforzo maggiore delle grandi industrie, deve proseguire un riposizionamento a livello alto». I sindacati stimano ad oggi una disoccupazione in provincia pari a poco meno del 7 per cento, «quando nel 2007 era al 2,6 per cento - precisa Refosco - questo dato preoccupa, bisogna rilanciare strumenti occupazionali come l'apprendistato».

I tre leader provinciali annunciano di aver avviato contatti con le associazioni datoriali per parlare di tutti questi temi. Si pensa anche ad un accordo per evitare il «nero» nella concia. «Noi siamo disponibili ad una serie di azioni per far emergere il sommerso - commenta Dal Lago - Avevamo fatto un incontro con gli industriali della concia nei mesi scorsi a questo fine, dovevano seguirne altri ma non ci hanno più chiamato. A gennaio vogliamo riparlarne».

Andrea Alba

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