La richiesta riguarda 350 dipendenti: da ieri sono stati sospesi i primi 45, altri cento entro l'estate. Cassa integrazione anche all'Alenia

Scoppia la rabbia dei lavoratori, sciopero di 8 ore con presidio a Tessera

Otto ore di sciopero e presidio della portineria all'Alenia di Tessera. Uno sciopero spontaneo dichiarato ieri mattina dalle Rsu dopo l'arrivo dei primi 45 telegrammi ad altrettanti lavoratori messi in cassa integrazione (Cig) a zero ore e senza rotazione per due anni. Alenia - che ha avviato la procedura per un massimo di 350 lavoratori - assicura che dopo la cassa integrazione tutti torneranno al lavoro, ma i sindacati non ci credono e chiedono un piano industriale per il personale delle ex Aeronavali.
Il «necessario» ricorso alla cassa integrazione - a causa del progressivo esaurimento delle commesse di lavoro per la trasformazione di vecchi aerei passeggeri della Boening in cargo commerciali - Alenia l'aveva già annunciato all'inizio dell'anno e lo ha confermato negli incontri del mese scorso.
Ma i sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil si sono sempre opposti al ricorso alla cassa integrazione «senza un piano industriale che chiarisca la nuova missione produttiva delle ex Officine Aeronavali».
Secondo i sindacati «nemmeno l'annunciato trasferimento a Tessera delle attività di trasformazione di velivoli Atr dallo stabilimento di Brindisi, con la conseguente chiusura del sito pugliese, può garantire la totale saturazione degli organici dello stabilimento veneziano».
Secondo i piani di Alenia al primo gruppo di 45 lavoratori messi ieri in cassa integrazione, se ne aggiungeranno altri fino a un picco di 150 nella prossima estate, per poi scendere a 137 in autunno e fino a tutto il 2011.
Così ieri i delegati delle Rsu, su sollecitazione dei lavoratori, hanno dichiarato un improvviso sciopero di quattro ore, poi prolungate ad 8 «per far capire all'azienda che facciamo sul serio», e presidiato con striscioni e bandiere la portineria di Tessera. «Alenia - spiega Franco Zanocco, segretario della Fim-Cisl veneta - ha deciso unilateralmente di imporre la cassa integrazione a zero ore e per un periodo di ben due anni che comporterà anche il ricorso al regime straordinario. Tutto ciò senza prospettare la missione produttiva futura e rispondendo alle nostre domande con risposte deludenti e di breve respiro, contrarie alle intese sottoscritte anche dalla capogruppo Finmeccanica e senza un disegno industriale strategico per Tessera che garantisca l'occupazione evitando la guerra dei poveri con la contrapposizione di lavoratori ad altri lavoratori e dei siti industriali all'interno dello stesso gruppo».
In questo clima, per molti lavoratori - a cominciare dai primi 45 sospesi da lavoro per due anni e senza alcuna rotazione - la cassa integrazione appare come «l'annuncio» del futuro licenziamento. Ieri a Tessera la direzione aziendale ha incontrato i delegati sindacali dei lavoratori in sciopero, garantendo che al più presto ci sarà un nuovo incontro a livello nazionale con le organizzazioni sindacali. La mobilitazione sindacale continuerà anche nei prossimi giorni con il «blocco totale degli straordinari».
Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno chiesto, con una lettera congiunta, un urgente incontro con le istituzioni locali (Comune, Provinca, Regione) per «difendere il polo aeronautico veneziano e pretendere il mantenimento delle garanzie industriali e occupazionali fornite recentemente da Alenia alla Regione Veneto».

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