La regolarizzazione. Il sindacato: «Un flop. E il numero eccessivo di collaboratrici domestiche nasconde tante scorciatoie»

La regolarizzazione. Il sindacato: «Un flop. E il numero eccessivo di collaboratrici domestiche nasconde tante scorciatoie»
Giovedì 1 Ottobre 2009, Treviso - Nella Marca la sanatoria per colf e badanti chiude a quota 3.290 domande presentate. Ieri era l'ultimo giorno per accedere alla regolarizzazione varata dal governo: nel Trevigiano ne hanno approfittato quasi 3.300 lavoratori, più altri trecento circa che, dopo aver ritirato i moduli, non hanno poi formalizzato la richiesta. In maggioranza, si tratta di collaboratrici domestiche.
Un dato che, secondo il sindacato, conferma le perplessità della vigilia: «La sanatoria per le badanti è stata un flop - sottolinea Franco Marcuzzo, responsabile dell'Anolf Cisl, organizzazione che segue le tematiche dell'immigrazione -, mentre l'operazione si è caratterizzata come sanatoria per le colf. Che non è propriamente quello che ci si proponeva in origine". Proprio la sproporzione verso le "governanti", evidente fin da subito, aveva spinto i confederali a lanciare l'allarme su extracomunitari addetti a tutt'altri mestieri o senza occupazione fatti figurare come domestiche per evitare l'espulsione e su un vero mercato di "prestanome": "Dietro le colf, molto spesso si cela un po' di tutto: persone che hanno perso il permesso di soggiorno a causa della Bossi- Fini e che ora cercano di rientrarne in possesso in questo modo. A volte le badanti stesse: di fronte a un padrone che non vuole metterti in regola, è più facile trovare qualcuno disposto a dichiarare di averti assunto come colf (per le badanti necessitano certificati medici dell'assistito, ndr). Visto l'esito, sarebbe stato più trasparente fare una sanatoria per tutti i lavoratori".
Per il numero uno dell'Anolf non sarebbe insensato prolungare l'iniziativa. Previo, però, alcune modifiche sostanziali: aiuti ai nuclei familiari disagiati con non autosufficienti a carico, snellimento delle procedure, commissioni provinciali per stimare il fabbisogno di assistenti a domicilio. "La sanatoria attuale ha mostrato tutti i limiti che avevamo previsto. Così, ci troveremo ancora con clandestini che continuano a lavorare in nero - ribadisce -. Insomma, il risultato finale è scadente. Ed è dovuto ai costi, rimasti invariati per le famiglie, alla burocrazia, al fatto che l'abitudine ad un rapporto "in nero" non può essere modificata per legge, al problema che la regolarizzazione era solo a favore degli italiani: con una badante onesta e un datore disonesto, la badante restava clandestina".
Scaduti i tempi per la presentazione delle domande, scatta ora la fase delle verifiche. Con nuove, ulteriori incognite: "Prima che le assunzioni diventino operative, dal ministero le domande dovranno essere trasmesse alla Questura, per il vaglio sui precedenti penali, e poi alla Prefettura - nota Marcuzzo -. Il che vuol dire intasare ancor più uffici già estremamente intasati: rischiamo di avere più di tremila rapporti di lavoro nel limbo per un lungo periodo».
Mattia Zanardo

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