La rabbia delle tute blu blocca l'Alemagna. In 500 in strada a Vittorio Veneto per protestare contro l'accordo separato sul contratto.

Vittorio Veneto. Riuscito lo sciopero delle tute blu della Fiom-Cgil contro il contratto separato. Alla Falmec e all'Iveco la partecipazione ha raggiunto il 90%. Più di 500 lavoratori che, dopo aver incrociato le braccia, dalle 9 alle 11 si sono riversati sulla statale di Alemagna, a San Giacomo, distribuendo volantini e rallentando il traffico, fino a bloccarlo per qualche minuto.
Lo sciopero che ha coinvolto i metalmeccanici della Cgil è stato di quattro ore, la manifestazione lungo la principale strada fra Conegliano e Vittorio Veneto è durata due ore. Gli operai, dopo aver lasciato le fabbriche della zona industriale di San Giacomo e Scomigo si sono dati appuntamento lungo l'Alemagna. Erano così numerosi che la sede stradale è stata per buona parte occupata (pacificamente) dai manifestanti, che in ogni caso lasciavano defluire i veicoli. Il rallentamento, però, ha comportato code fino a San Vendemiano, per cui le forze dell'ordine hanno dovuto deviare il traffico per Colle Umberto ed Ogliano. «Tutto è filato liscio», assicura Angela Zoppé, la comandante della Polizia locale di Vittorio Veneto.
«Lo sciopero ha registrato una straordinaria partecipazione, in alcune fabbriche fra l'80 ed il 90% - spiega Manuela Marcon della Fiom - dalla Iveco alla Falmec, dalla Lainox alla Silko, Tmci, Padova, Silca, Rica, Sipa, Permastelisa». L'agitazione ha riguardato i nomi più blasonati dell'imprenditoria metalmeccanica. Al centro della protesta l'accordo siglato il 15 ottobre 2009 sul contratto nazionale dei metalmeccanici firmato separatamente da Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil, senza la firma della Fiom-Cgil che rappresenta oltre il 60% degli iscritti e delle Rsu italiane nei metalmeccanici. «I metalmeccanici con questa prima protesta di 4 ore di sciopero, chiedono che a decidere sul contratto sia un referendum tra tutti i lavoratori e non una imposizione di sigle sindacali scarsamente rappresentative - afferma Candido Omicciuolo, segretario provinciale della Fiom -. Siamo contrari ai contenuti di questo contratto che dà aumenti irrisori in tre anni e apre alla possibilità delle deroghe peggiorative al contratto nazionale, riduce la libertà ed i diritti dei lavoratori e trasforma il sindacato in un ente per servizi privati attraverso gli enti bilaterali». Marcon ricorda che «lo sciopero mira anche a chiedere al governo maggiori tutele per i lavoratori a difesa dell'occupazione e per la sospensione dei licenziamenti e una politica fiscale favorevole ai lavoratori».
(Francesco Dal Mas)

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