La protesta entra nelle piccole imprese. Confartigianato: «Colpa di crisi e banche». Artigiani presidiano la fabbrica. Dieci dipendenti senza stipendio da mesi, sit- in alla Cablomatic.

La protesta entra nelle piccole imprese. Confartigianato: «Colpa di crisi e banche». Artigiani presidiano la fabbrica. Dieci dipendenti senza stipendio da mesi, sit- in alla Cablomatic.
San Vendemiano- Tutti e dieci gli operai di un'azienda artigiana che decidono di presidiare la fabbrica consapevoli che questo segnerà la rottura definitiva dei rapporti fra loro ed il proprietario è per la Marca un segnale inedito e proprio per questo di grande carica simbolica. E' accaduto ieri mattina, a San Vendemiano, alla «Cablomatic Snc», piccola azienda del comparto elettromeccanico.
Una protesta certamente non nata il giorno prima ma frutto di una timorosa incubazione proseguita in silenzio, fra le mura dello stabilimento-famiglia, secondo l'immagine che i piccoli imprenditori veneti amano diffondere quando parlano della loro ditta. Anche i migliori sentimenti, tuttavia, si rompono quando da sei mesi non si lavora più, quando gli stipendi arretrati non vengono versati e quando il trattamento di cassa integrazione in deroga ritarda di tre o quattro mesi. E magari anche quando si sospetta che, per un misterioso processo citato sottovoce, qualche commessa continua ad essere soddisfatta.
«Di situazioni di questo tipo ne stiamo scoprendo molte, abbiamo apposta un funzionario che si sta dedicando alle imprese artigiane - spiega Candido Omiciuolo, segretario Fiom Cgil di Treviso - ma è difficile che in questi ambienti maturi la decisione di una protesta forte e visibile. Probabilmente in questo caso c'è stato un briciolo di coraggio in più, magari anche perché non c'era più nulla da perdere». L'impatto della notizia che ha fatto rapidamente il giro della regione ha in ogni caso sortito qualche effetto. I vertici di Cablomatic, intestata a Moreno Bressan, si sono affrettati a rendere disponibile parte del denaro degli stipendi non versati. Il resto, c'è scritto in un accordo messo nero su bianco e sottoscritto, arriverà a rate. Per la partita degli ammortizzatori sociali in deroga che tardano ad essere erogati occorrerà comunque muovere altre leve istituzionali e di questo si sta occupando la segreteria del sindacato. Sindacato che, volenti o nolenti i destinatari della cassa integrazione, deve stavolta per forza entrare in rapporto con i lavoratori per firmare a loro nome la richiesta di cig in deroga. La necessità di tutele, banalmente «di mettere insieme il pranzo con la cena» - che qualche volta non è più un'iperbole - fa nascere contatti prima impensabili perché rigettati e addirittura temuti dai dipendenti.
Il caso di Cablomatic è «un campanello d'allarme» anche per Mario Pozza, presidente provinciale di Confartigianato Treviso. «Può essere il primo di una serie di episodi, le difficoltà in cui si trovano le aziende artigiane sono di quelle mai viste prima. I segnali di ripresa nel nostro mondo non li vede nessuno, fino alla primavera prossima, almeno, saranno dolori. Non ho difficoltà a credere che i nostri associati non paghino gli stipendi perché in crisi di liquidità ma siamo anche esasperati da banche che non ci riconoscono il minimo di credibilità. Fra poco, poi, arriveranno le scadenze fiscali. Temo non saranno pochi quelli che non riusciranno a pagare le tasse».
Gianni Favero

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