La protesta dei «postini» delle Acque Veronesi

La protesta dei «postini» delle Acque Veronesi
«Sono 11 lavoratori, hanno un contratto a prestazione occasionale e accessoria per consegnare la posta per Acque Veronesi. Lavorano fino a 10 ore al giorno, 5 giorni a settimana e sono pagati in media 400 euro al mese». C'erano Francesca Esposito, Sindacato Lavoratori delle Comunicazioni e Alberto Stanghellini, Nidil Cgil, a sostenere la protesta degli 11 che da gennaio rappresentano «le ennesime vittime del sistema di appalti di servizio», afferma Stanghellini. «Hanno un contratto insostenibile con un subappaltatore, la Lepido Edizioni di Teramo, intrecciato con gestione e organizzazione della ditta aggiudicataria, la Mail Express srl, con sedi in diverse città. Tutto in violazione del bando di gara e all'insaputa del committente». Mail Express si è aggiudicata la gara, nel cui bando era chiesta l'applicazione del contratto nazionale di lavoro. «Per guadagnare 900 euro al mese», dichiarano i lavoratori, «dovremmo consegnare con mezzi nostri 400 lettere al giorno, ma difficilmente si raggiunge quella cifra ed è successo che alcuni giorni ci mandassero a casa perché non c'era posta. Non lavoriamo a giornata ma a lettere consegnate e a fine mese ci troviamo tra 250 e i 500 euro, pagati in vaucher. La benzina non è mai stata rimborsata». «Acque Veronesi ha chiesto chiarimenti a Mail Express», rivela Stanghellini «ma non ha ancora avuto risposta».F.Lor.

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