La polemica. Cgil e Uil contro i voucher: inutili e dannosi

TREVISO - Cgil e Uil respingono i «voucher lavoro» per gli studenti introdotti dalla Provincia di Treviso e ritengono lo strumento, oltre che inutile, una scorciatoia per appesantire la già notevole precarizzazione del lavoro. Per Paolino Barbiero, segretario generale Cgil, «il voucher è un'ulteriore riduzione di tutele e una picchiata verso un'ancora più grave destrutturazione del rapporto, per una prestazione sottratta a obblighi contributivi e fiscali e che si presenta come una forma di intenso sfruttamento della precarietà finanziata dall'Ente pubblico. Lo stesso Ente, la Provincia, che trova 100 mila euro per questa operazione ma che lamenta la scarsità, se non proprio l'assenza di risorse, per il piano di sostegno al reddito dei lavoratori licenziati, che Via Battisti continua ostinatamente a voler attuare con l'esclusione degli stranieri regolari. Il nodo -sottolinea ancora Barbiero - è chiaramente anche quello del mix di orientamento e formazione che la tipologia del voucher indica, che sono invece residuali perché nei fatti quello che si ricerca è l'inserimento di forza lavoro marginale a bassissimo costo. Si dice che in questo modo si attui una emersione del nero, invece diventerà una forma di precarizzazione di attività svolte nell'ambito di lavoro contratualizzato». Per Antonio Confortin (Uil), «è gravissimo che le parti abbiano rifiutato la nostra richiesta di modifiche, una riguardante l'esclusione di imprese che negli ultimi due anni avessero commesso irregolarità contributive o assicurative e l'altra che rendeva possibile il lavoro accessorio solo a quei committenti che negli ultimi due anni avessero mantenuto inalterato il livello occupazionale. Di fatto, invece, l'accordo prevede la concessione dell'utilizzo voucher e del finanziamento pubblico anche in caso di violazioni di legge e apre la strada alla riduzione del personale con contratto di lavoro stabile, da sostituire con le figure accessorie».
G.F.

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