La mobilitazione «Il prossimo passo sarà scendere in piazza». Insufficiente «pure il personale in organico»

La mobilitazione «Il prossimo passo sarà scendere in piazza». Insufficiente «pure il personale in organico»
Tagli alla polizia, la protesta dei sindacati

«Su 15 auto a disposizione Stradale 12 sono ferme perché non ci sono soldi»
VERONA - «La mobilitazione generale è stata annunciata, il prossimo passo sarà quello di scendere in piazza», tuonano i sindacati di polizia scaligeri - Siulp, Siap, Silp, Ugl, Consap, Coisp e Uilps, tranne il Sap -, che ieri mattina, in occasione della protesta attuata a livello nazionale, hanno tracciato uno scenario allarmante. Le sigle sindacali attaccano il governo, reo di «aver tagliato i fondi per le forze di polizia». Ma non solo. I sindacati puntano, inoltre, il dito contro l'utilizzo dei militari, impiegati a fianco degli agenti per far rispettare l'ordine pubblico, e contro l'introduzione delle ronde. «Siamo in sott'organico », coi mezzi che non funzionano e per di più non vengono pagati gli straordinari. Si tratta di una situazione senza precedenti, dicono in coro i rappresentanti locali di Siulp, Siap, Silp, Ugl, Consap, Coisp e Uilps. Per i sindacati è stata l'occasione per snocciolare alcuni dati, con cui gli agenti devono irrimediabilmente fare i conti ogni giorno, quando i cittadini richiedono il loro intervento. «Su quindici auto a disposizione della polizia stradale dodici sono ferme perché non abbiamo i fondi per sistemarle e non va meglio per quanto riguarda le moto - annota il segretario regionale del Siulp Silvano Filippi (foto in alto) - . Gli agenti sono costretti a pagarsi le spese, anche per quanto riguarda l'equipaggiamento. Finora è stata negata la realtà dei fatti, manca una distribuzione di risorse in grado di fare funzionare il sistema. Ormai non ci sono più soldi nemmeno per le attività ordinarie ». Filippi fa sapere, inoltre, che a Verona «i poliziotti sono in sott'organico di almeno una trentina di persone. Negli ultimi anni c'è stata una costante: maggiori pensionamenti, a fronte di minori assunzioni. Per questo siamo decisi ad andare avanti con la nostra protesta». Secondo le sette sigle sindacali l'impiego dei militari e delle ronde è solo un palliativo che, però, rischia di creare maggiori problemi. «La verità è che il vero nervo scoperto - assicurano i sindacati - è la giustizia, non la sicurezza ».

«I soldati sono professionali in guerra, ma non sono adatti per l'ordine pubblico», afferma il segretario provinciale del Coisp Massimo Perazzoli, che sottolinea come «gli agenti siano stanchi di promesse non mantenute. Da tre mesi non venivano pagati gli straordinari: solo una settimana fa il ministro Tremonti ha sbloccato i fondi per colmare questa mancanza». Secondo Filippi, invece, «non si può tacere davanti al tentativo da parte del governo di reintrodurre le ronde. Gli unici reati in crescita negli ultimi anni sono legati alla droga e alla prostituzione: ma come può un militare o un volontario fare fronte a questi problemi? La situazione rasenta la farsa, se non fosse così drammatica ».

Alberto Menini