«La febbre "brunettiana" sta facendo più danni dell'influenza H1N1»

«La febbre "brunettiana" sta facendo più danni dell'influenza H1N1»
San Bortolo, la questione assenze del personale torna alla ribalta. «La febbre "brunettiana" sta facendo più danni dell'influenza H1N1» il commento lapidario di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati mettono l'accento su cinque punti. «Innanzitutto la maternità non è assenteismo ma un valore sociale da salvaguardare. - si legge nella nota - Per duecento casi all'anno, inoltre, non vi è alcuna sostituzione e il lavoro viene svolto dal personale che resta in servizio. Secondariamente tra le assenze registrate rientrano i permessi concessi per legge a genitori, parenti, affini di persone handicappate gravi e lavoratori portatori di handicap grave. Si tratta di tre giorni mensili al massimo e, all'Ulss 6, su 3800 dipendenti, 700 usufruiscono di questo istituto».
Altro aspetto le ferie: i 30 giorni previsti sono imposti dall'amministrazione, per non rischiare di considerarle come voce che va ad aggiungersi al negativo di bilancio. C'è poi la formazione. Qui le assenze sarebbero nettamente inferiori a quelle previste per raggiungere i crediti di "educazione continua in medicina", annualmente stabiliti per legge. Infine la malattia. «Non ci stiamo - sottolineano Cgil, Cisl e Uil - a far passare per assenteista o fannullone chi sta a casa perché sta male. Se si verificano casi di malati immaginari qualsiasi datore di lavoro ha gli strumenti per scovarli e sanzionarli».
I rappresentanti sindacali non risparmiano una critica all'ormai famosa legge 15/2009. «Non è stata né discussa né concertata con i sindacati - concludono - e ha portato ad un affossamento della legge 29 del 2003 che segnava una svolta significativa di privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico. Un ritorno al passato. Se questo è il nuovo che avanza, dovremo preoccuparci seriamente di tutelare le madri, le ferie, i lavoratori malati e chi assiste persone affette da patologia».
Nuovi assunti. «Presi in giro e con stipendi da fame»
«I lavoratori aspettano una risposta da più di un anno, eppure l'azienda, dopo tanti incontri, non riesce ancora a farsi carico del problema, adducendo come pretesto che qualsiasi aumento salariale potrebbe far saltare la fusione con Ftv». Massimo D'Angelo, segretario provinciale della Filt-Cgil è critico, dopo l'incontro di ieri con la dirigenza di Aim mobilità, durante il quale si è parlato degli stipendi dei nuovi assunti. «Questi percepiscono mille euro al mese e si stentono presi in giro».
Aim mobilità ha raggiunto il pareggio di bilancio e con il progetto Europa ottimi risultati sulla vendita dei biglietti a bordo con un aumento del 35% di vendite e ricavi.
«L'assenza della volontà politica di creare un'unica Azienda provinciale del trasporto pubblico, istituendo un servizio sociale ai cittadini che possa dare risposte alle esigenze del territorio - ha aggiunto il segretario - non può ripercuotersi sui lavoratori neo assunti, mantenedo il costo del lavoro basso e due binari salariali (anziani e giovani) a parità di prestazioni svolte».
Due, quindi, le richieste della Cgil: un aumento di 200 euro al mese per i nuovi assunti e l'istituzione di un tavolo con le amministrazioni provinciale e comunale per riaprire un serio dialogo sulla fusione delle due aziende di trasporto Aim mobilità e Ftv.

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