La crisi. Oggi manifestazione a Roma per sollecitare il Governo a dare risposte al settore

Edilizia, persi 500 posti di lavoro
Gregnanin (Feneal Uil): «Incontri in tutti i comuni». Mosca Toba (Filca Cisl): «Stop al lavoro nero»

Mercoledì 1 Dicembre 2010,
Per rilanciare il lavoro e sostenere l'edilizia questa mattina in piazza Montecitorio a Roma Cgil Fillea, Filca Cisl e Feneal Uil assieme alle associazioni di categoria del settore edile manifestano affinché dal Governo arrivo risposte e chiare in tempi rapidi relativamente ai problemi e alle difficoltà che l'edilizia sta attraversando in questo forte periodo di crisi economica e politica. La difficile congiuntura economica, infatti, ha portato questo settore a vivere un periodo drammatico. Nella nostra provincia dal 2008 al 2009 gli appalti pubblici si sono ridotti del 50 per cento, la cassa integrazione guadagni è aumentata e le vendite sono diminuite nonostante l'abbattimento dei prezzi. La provincia di Rovigo ha visto oltre 500 persone perdere il posto di lavoro senza contare le piccolissime aziende che chiudono ogni giorno. Le problematiche sono molte: gli elevati ritardi dei pagamenti a causa del Pat, il trattamento dell'Iva sull'imponibile per le strutture che godono delle agevolazioni energetiche, il lavoro nero sempre più diffuso, la mancanza di una legge per l'accesso alla professione, il mancato sblocco del patto di stabilità, crisi degli enti bilaterali sono solo alcuni dei punti sui quali il settore edile chiede chiarezza al Governo. Nel maggio del 2009 i sindacati assieme al mondo imprenditoriale, agli artigiani e a tutta la filiera hanno dato vita agli Stati generali delle costruzioni avanzando al Governo una serie di richieste per rilanciare il settore nel segno della qualità, della legalità e della sostenibilità. Oggi pretendono delle risposte chiare e precise e un intervento da parte del Governo chiaro e preciso, immediato e concreto. «Lo Stato non ci aiuta - ha affermato Paolo Ghiotto presidente Ance Rovigo - ci sono molti problemi da risolvere in fretta, l'importo delle risorse spendibili si è notevolmente ridotto. Quasi un lavoro su quattro va appaltato a imprese fuori provincia, le amministrazioni devono capire e venirci incontro». Al presidio Rovigo sarà l'unica provincia presente con tutti gli attorori della filiera: «C'è una vertenza aperta con Governo e Parlamento - ha detto Pier Giovanni Buson Cna Costruzioni - dove sono stati presi accordi precisi. Chiediamo risposte concrete». «Stiamo organizzando incontri in tutti i Comuni polesani - ha ricordato Gino Gregnanin Feneal Uil - perché vogliamo che tutti gli enti siamo consapevoli e responsabili. Stiamo parlando di 250 mila posti di lavoro persi in due anni a livello nazionale, di un aumento della cassa integrazione del 20 per cento e del rallentamento della produzione di materiale edile. Rovigo è una realtà dove il lavoro nero è molto presente per l'edilizia, lo abbiamo fatto presente anche al Prefetto. Chiediamo più controlli e leggi a riguardo, oltre allo sblocco del patto di stabilità». La legalità è uno temi che hanno portato alla manifestazione di oggi: «Bisogna riportate alla legalità - ha ribadito Andrea Moscatoba Filca Cisl - non possiamo permettere che la crisi porti gli imprenditori e gli artigiani a prendere scorciatoie illegali». «Serve un piano industriale preciso - ha affermato invece Martina Zaghi Fillea Cgil - davanti al silenzio del Governo vogliamo urlare i nostri diritti. Noi stiamo facendo squadra per essere più forti». «Abbiamo bisogno di risposte immediate - ha detto ancora Mario Stocco Confartigianato Rovigo - serve un immediato rilancio del settore».

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