La crisi si accanisce sulle donne.

E' sul reddito, più che sulle retribuzioni, che emerge ancora una volta la differenza tra i generi. E' questo il dato emerso da uno studio della Cisl effettuato prima della Festa della donna: sono molte le donne vicine alla soglia della povertà anche a Treviso, dove non si riesce a superare la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro. «Utilizzando i dati forniti dalle dichiarazioni dei reddito 2008 fatte alla Caaf-Cisl di Treviso - spiega Cinzia Bonan, segretario organizzativo Cisl - emerge che la maggior parte delle donne ha un reddito inferiore a 17 mila euro, in percentuale proporzionalmente invertito rispetto agli uomini». E incrociando il dato con quello fornito dall'Inps sull'importo medio mensile 2009 delle pensioni da lavoro dipendente a Treviso - 1.366 euro per gli uomini, 601 per le donne - e da lavoro autonomo - 1006 contro i 528 - si evidenzia che le differenze di reddito tra generi sono ancora molto forti. La differenza nasce anche dagli anni lavorati: le donne vanno in pensione spesso con l'età (60), ovvero con meno anni di contributi versati, ed il lavoro part-time, sicuramente significativo per permettere alle donne di conciliare il lavoro con la famiglia, incide prima sul reddito di lavoro e poi sulla pensione». Intanto l'8 marzo diventa anche nella Marca un giorno di solidarietà: le mimose di Coop Adriatica faranno fiorire i diritti delle donne in Burkina Faso. Infatti i 25 mila euro destinati ai fiori in dono a clienti e lavoratrici saranno donati alla «Clinica giuridica» dell'Aidos a Ouagadougou. Lo ricorda una cartolina, anche nei negozi di Treviso: in Cooperativa il 75 per cento dei dipendenti sono donne. Lavoratrici al centro dell'attenzione anche in Provincia: il presidente Muraro vuole porre l'accento per l'8 marzo sul rapporto tra donne e lavoro. «Abbiamo voluto sfruttare questa giornata per sensibilizzare sulle tematiche delle donne - spiega - è noto che la componente femminile è una di quelle che ha maggiormente subìto la crisi economica. Progetti come l'Audit e le varie iniziative nell'ambito delle politiche per l'occupazione, non ultimo il corso per badanti che ha visto l'iscrizione di numerose trevigiane espulse dal mercato, diventano allo strategiche».
(Massimo Guerretta)

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