La crisi riduce gli infortuni sul lavoro
MARGHERA. Nel 2009 in provincia di Venezia si sono registrati ben 16.027 infortuni sul lavoro. Quasi mille in meno rispetto ai 126.957 del 2008 e in netto calo rispetto ai 21.142 del 1999, ma più per effetto della crisi economica e della conseguente riduzione dei cantieri di lavoro. Continuano a crescere, invece, le malattie professionali come sordità, asbestosi, silicosi, mesoteliomi e varie patologie tumorali. È questo il quadro che emerge dai dati dell'Inail presentati alla quarta assemblea annuale organizzata da Cgil, Cisl, Uil veneziane nell'ambito della «Giornata della salute e sicurezza». All'assemblea hanno partecipato i delegati sindacali e alla sicurezza di tutta la provincia che si sono confrontati con i responsabili degli Enti Pubblici (Spisal, Inail, Direzione Provinciale Lavoro, Inps) preposti alla prevenzione e vigilanza nei posti di lavoro. «L'attuale crisi occupazionale - ha spiegato nella sua relazione introduttiva, Salvatore Lihard della Cgil - ha aggravato le condizioni di lavoro e incoraggiato comportamenti scorretti di imprenditori che nascondono ciò che accade nelle aziende, soprattutto in quelle piccole dove il rispetto delle regole sulla sicurezza dei lavoratori è un'eccezione. Il nostro impegno politico sindacale ha sì migliorato la situazione ma è evidente che tale condizione di calo è dovuto principalmente al calo occupazionale, alle politiche industriali di delocalizzazione delle lavorazioni più a rischio e ad un ricorso sempre più esteso del lavoro sommerso. In tempi di crisi l'attenzione al tema della salute e sicurezza può diventare banale o secondaria per chi ha perso il posto di lavoro, o chi saltella nella precarietà, o per chi il posto di lavoro continua a essere una chimera». Del resto il Veneto, con la Puglia, occupa lo sconfortante secondo posto a livello nazionale; entrambe con il 10,6 % delle vittime del Paese. Nel 2009, nella provincia di Venezia, si registrano 16.027 infortuni, di cui 1.223 nel centro storico, 4.469 nel Sandonatese. Al 31 maggio 2010, nel Veneto, 40.720 infortuni, e nel Veneziano 6.454. Aumentate dell'8% le malattie professionali come la sordità, patologie sull'apparato muscolo-scheletrico come silicosi ed asbestosi e malattie professionali non tabellate (spetta cioè al lavoratore provare il nesso causale con l'attività lavorativa esercitata) come varie tipologie di cancro che nel territorio dell'Asl 12 registrano una elevata percentuale di malattie dell'apparato respiratorio. Come non bastasse crescono anche le malattie legate a patologie psichiatriche dovute a mobbing, molestie e vessazioni.
Gianni Favarato