La crisi morde gli artigiani: persi 3.385 posti

Dati negativi nel 2011. Imprese e occupazione continuano a calare

TREVISO. Sono 3.385 i posti di lavoro persi nell'artigianato nei primi sei mesi del 2011. Un saldo negativo anche se meno pesante rispetto all'anno prima, che segna quindi la fine della caduta economica e l'inizio della stagnazione. Nulla di cui rallegrarsi, quindi, visto che anche nel primo trimestre 2011 le imprese calano continuano a calare (25.247, 144 sullo stesso periodo 2010) e così l'occupazione a fronte di timidi segnali di ripresa economica. Il deficit peggiore è quello segnato dal manifatturiero (-126 imprese) compensato dall'avanzamento dei servizi, sia quelli alle persone (+51) che quelli alle imprese (+30). E' infatti l'imprenditoria femminile a tenere meglio il passo, occupata in forse in questi due comparti, mentre le imprese capitanate dagli uomini scendono ancora.
Scendono poi le società di persone e salgono le società di capitali, segno di una maggiore tendenza alla divisione tra capitale di imprese e proprio. La diffidenza rimane infatti alta e per evitare ogni pericolo gli imprenditori tentano di mettere in atto quante più tutele possibili. La conferma sono i dati sulla cassa integrazione in deroga, poco conosciuta in precedenza, chiesta quest'anno da 313 imprese con un minore ma con un utilizzo sempre più parziale. Mentre nel 2009 il tiraggio era del 70%, nei primi mesi del 2011 si è passati al 37%. Segno anche in questo caso di una timida ripresa che non sfata però i timori sulla crisi. In due anni sono andati persi infatti 2.700 posti di lavoro, senza contare il settore edile. Un quadro, quello trevigiano, in linea con quello Veneto. (e.l.t.)

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