La crisi crea nuovi poveri Caritas: richieste di aiuto già più che raddoppiate
La crisi crea nuovi poveri Caritas: richieste di aiuto già più che raddoppiate
Molti stranieri ma crescono anche gli italiani L'età media è di 41 anni «Serve impegno comune di società e istituzioni»
VENEZIA. Sono state ben 3.175 solamente nei primi sei mesi di quest'anno, le richieste di aiuto economico giunte agli sportelli del Microcredito e del Fondo straordinario di solidarietà per chi ha perso il lavoro delle nove Caritas diocesane venete: il doppio rispetto al 2009, quando le domande erano state 3.047 nell'arco di dodici mesi. È il dato più eclatante emerso ieri mattina a Zelarino nel corso di un convegno organizzato dalle Caritas venete e dalla Fondazione Zancan, per fare il punto sugli aiuti erogati dalle Caritas grazie al microcredito e al fondo straordinario di solidarietà.
Complessivamente, fra il 2008 e il 2010, le Caritas hanno dato aiuti in denaro (nella forma di piccoli prestiti o di contributi a fondo perduto) per ben 5,8 milioni: precisamente 2.283.990 per il microcredito, 3.524,686 attraverso il fondo di sostegno a chi ha perso il lavoro. Nel complesso 5 milioni 808 mila euro.
«È necessario lavorare assieme - ha sottolineato il cardinale Angelo Scola - istituzioni e ricchezze della società civile». Il patriarca di Venezia ha sottolineato anche come oggi i giovani rischino di patire «un'endemica mancanza di prospettive».
Sono 6.806 le persone che si sono rivolte agli sportelli (2.778 per il microcredito, 4.028 per il fondo straordinario). Molti gli stranieri, ma anche numerosi italiani. Del totale delle richieste di aiuto, il 77% circa ha ottenuto un finanziamento. Le persone che chiedono di accedere al Fondo straordinario sono in maggioranza uomini (circa il 75%) e stranieri (60%), di età media di 41 anni. «Una situazione - ha spiegato Paolo Frison della Caritas vicentina - che sta peggiorando e che è diffusa in tutte le diocesi e maggiormente nei capoluoghi di provincia».
Dalla Caritas l'appello a fare rete e fornire un accompagnamento e l'invito alla Regione a farsi valere: «Dei 49 miliardi destinati dal livello centrale all'assistenza sociale, - spiega Tiziano Vecchiato direttore della Fondazione Zancan - l'85% viene gestito dallo Stato e il 15% viene dato ai Comuni nonostante da 9 anni la riforma costituzionale dica che sia illegittimo. La Regione, di qualsiasi colore politico, deve avere il coraggio di trasformarli in servizi». «La famiglia in Italia non è supportata - ha esordito don Giovanni Sandonà, delegato Caritas Triveneto -. Siamo convinti che si possa, senza spendere di più, spendere meglio e addirittura meno».
Il direttore della Caritas Veneziana, monsignor Dino Pistolato, ha sottolineato la drammaticità della situazione. «La maggioranza delle persone che si rivolgono a noi provengono dal settore industriale in crisi, c'è poi una fascia di popolazione anziana che non ha risorse e ci sono stranieri che non ce la fanno a sostentarsi e chiedono biglietti per tornare a casa». Gli aiuti pian piano si esauriscono. Dal 2008 al 2010 il microcredito è sceso di 400 mila euro, e il fondo per famiglie in difficoltà si è assottigliato di ben tre milioni.