La "complementare" unico salvagente per i più giovani

La "complementare" unico salvagente per i più giovani
Martedì 20 Settembre 2011, Padova - (E.F.) Secondo Fim Cisl la previdenza integrativa complementare potrebbe essere, per i giovani di adesso, l'unico mezzo con cui riuscire a sopravvivere al momento della pensione. Ma non solo: i fondi costituiti dalle pensioni complementari potrebbero essere considerati come piccoli pozzi di denaro non speculativi ai quali attingere per dare avvio allo sviluppo economico. Ecco perché il segretario provinciale di Fim Cisl, Gianni Castellan, annuncia una richiesta precisa al mondo politico: «Chiediamo che la previdenza integrativa complementare diventi obbligatoria. Solo in questo modo i giovani lavoratori potranno, un giorno, vivere dignitosamente e non pesare sulle spalle dei propri figli. Se non si darà spazio a questa nuova forma di previdenza, molti si dovranno scontrare con le pensioni erogate dall'INPS, che fra qualche anno saranno pari al 50 per cento dell'ultimo stipendio mentre, aggiungendo la pensione integrativa, si arriverebbe ad ottenere una corresponsione dell'80 per cento dello stipendio». Attualmente il Fondo di Solidarietà veneto conta circa 45.500 aderenti per un totale di 500 milioni di euro di capitale: «Questo fondo - prosegue Castellan - contribuisce a dar vita ad un modello di sviluppo finanziario non speculativo. In poche parole, il lavoratore si iscrive a Cometa, il fondo nazionale, e così facendo si vede una trattenuta in busta paga dell'1,5 per cento, pari ad un versamento di 50-60 euro mensili, un sacrificio che vale la pena di essere fatto visto che, dall'altra parte, si rischia di ritrovarsi con una pensione inadeguata al costo della vita. I sindacati potrebbero fungere da enti coordinatori nella gestione dei fondi sul territorio».