La cisl lancia la sfida fiscale.«Giù le tasse ai redditi bassi».Dei Zotti: «Tre imponibili su 4 sotto ai 30 mila euro: si pensi a loro»

La cisl lancia la sfida fiscale.«Giù le tasse ai redditi bassi».Dei Zotti: «Tre imponibili su 4 sotto ai 30 mila euro: si pensi a loro»
«Meno tasse per i lavoratori e i pensionati, più detrazioni per le spese sanitarie e assistenziali e imposte più alte sulle rendite finanziarie». Mentre Governo e Regione si arrabattano tra annunci di tagli all'Irap - tassa sulle imprese - e ad una quota di addizionale regionale all'Irpef - tassa sui redditi sopra i 29.650 euro - è il sindacato cisl a lanciare un appello "popolare".
«È ora di misure fiscali a beneficio dei redditi più bassi, di dipendenti e pensionati, che sono la maggior parte dei contribuenti». E, contestualmente, «combattere l'evasione che, in Italia, pesa per 100 miliardi di euro».
Lo afferma Maurizio Dei Zotti, membro della segreteria vicentina della cisl, che sostiene il suo appello con dati riguardanti il quadro fiscale locale. Con l'aiuto di Teresa Cenci, responsabile del Centro di assistenza fiscale del sindacato, e Maria Trentin, segretaria dei pensionati, ha analizzato le dichiarazioni dei redditi di 67.537 contribuenti che si sono affidati al Caaf cisl. Un campione significativo, «pari ad un terzo» dei contribuenti che si rivolgono ai Caaf nel Vicentino. «Sono dipendenti o pensionati - annota la cisl - e oltre il 77% dichiara imponibili inferiori ai 30 mila euro. Tra i 10 mila e i 20 mila euro si colloca un dichiarante su due». Tra i dichiaranti al Caaf cisl solo 176 persone hanno redditi superiori ai 100 mila euro, ma si stima che in provincia siano 5 mila». In linea con l'Italia, dove «il 91% dei contribuenti ha redditi al di sotto di 35 mila euro».
La cisl - in vista della mobilitazione nazionale di domani su "salari, pensioni, fisco" - denuncia il fatto che «dipendenti e pensionati, a fronte di redditi bassi, devono anche sobbarcarsi la pesante incidenza delle spese per alcuni servizi - spese sanitarie e per la non autosufficienza - finanziate dalla fiscalità generale».
Di qui il "decalogo" della cisl su un fisco a dimensione di famiglia, fatto di nuove proposte e bocciature di alcune iniziative. Il sindacato dice «no al taglio dell'Ici, che ha lasciato i Comuni senza risorse e mette a rischio i servizi alla persona». E ancora: «No al blocco dell'addizionale comunale all'Irpef» e, soprattutto, «no al taglio della maggiorazione regionale all'Irpef che riguarda i redditi sopra i 29.650 euro, e al taglio dell'Irap, due entrate che garantiscono metà del servizio sanitario regionale». Bocciato, infine, «il bluff della social card, strumento caritatevole, inefficace e sottoutilizzato».
La cisl propone invece di «rivalutare il limite di reddito per detrazioni nei casi di figli a carico, fermo dal '95 a 2.840 euro». Chiede poi la «detraibilità delle spese scolastiche, maggiori detrazioni per le spese per la non autosufficienza, e criteri omogenei per la detraibilità delle spese sanitarie». Inoltre chiede l'istituzione del Naf, il nuovo assegno familiare a favore degli "incapienti", la detassazione delle imprese che investono e l'aumento delle imposte sui patrimoni e le rendite finanziarie».
M.SC.

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