La casa di Noale. Aprilia perde la leadership nel mercato dei cinquantini

NOALE. E' iniziato male il 2010 per il mercato delle moto sopra i 50 centimetri cubici di cilindrata. Secondo i dati forniti dal ministero dei Trasporti, il primo quadrimestre si è chiuso con un meno 7,52%, con Aprilia al 19 posto nella classifica dei modelli più venduti, capeggiata da Piaggio. Regge, invece, il mercato degli scooter sotto i 50 di cilindrata, che da gennaio ad aprile ha registrato un aumento dell'1,63%. In generale, dunque, non c'è da stare troppo allegri, anche Aprilia ha perso la leadership dei cinquantini, passata oggi alla casa madre Piaggio. Per quanto riguarda i veicoli sopra i 50 di cilindrata, nei primi quattro mesi di quest'anno sono stati venduti 116.636 pezzi, contro i 126.124 dello stesso periodo del 2009. Di questi oltre 116 mila, 77.990 sono scooter, calati del 7,21%, e 38.646 moto, che segnano addirittura un meno 8,15%. La classifica dei top 20 è dominata dal Piaggio Berverly 300 Tourer con 5075 pezzi venduti, seguito dalla Honda Sh 300 e dal Yamaha Xmax 250. Per trovare una moto di Noale, si deve scendere fino al penultimo posto con lo Scarabeo 200 i.e. con appena 1210 moto vendute. Peggio ha fatto solo il Yamaha X-City 250 con 1198 veicoli. Va meglio il mercato dei cinquantini, con 23.809 registrazioni, contro le 23.428 dei primi quattro mesi 2009. I primi due posti sono ad appannaggio di Piaggio con i modelli Liberty 50 Rst 4T e la Vespa Lx 50 4V 4T. Il gradino più basso del podio è occupato dallo Scarabeo 50 2T di Aprilia. La casa di Noale, poi, la troviamo anche al settimo e al tredicesimo posto. Ma a preoccupare di più è la perdita della leadership di questa fetta di mercato. Al 31 dicembre 2009 era proprio Noale a primeggiare, mentre ora è scesa di due posizioni. E di questo ne dovranno tenere conto i sindacati di Aprilia, che in questi giorni stanno rinnovando le cariche delle Rsu. Per Cgil e Cisl, infatti, il 2009 è stato molto penalizzante per la fabbrica di Noale, con i volumi prodotti (circa 48 mila) che si sono dimezzati rispetto al 2008. Insomma, la fine della crisi non sembra proprio dietro l'angolo. (a.rag.)

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