La Uil Flp minaccia azioni legali. Giorni non pagati le case di riposo sul piede di guerra
In ballo i compensi per le festività lavorate negli ultimi 8 anni
MESTRE. Case di riposo: la Uil Fpl è pronta ad aprire migliaia di contenziosi legali in tutta la regione. Motivo del contendere: la mancata concessione del recupero (o il mancato pagamento) della giornata festiva infrasettimanale (1 maggio, 25 aprile, Ferragosto e così via) lavorata dal dipendente. In qualche caso, addirittura, la minaccia da parte delle direzioni delle Ipab di recuperare le giornate di riposo concesse negli ultimi 8 anni. «Abbiamo tentato di risolvere la questione in tutti i modi, prima di arrivare al contenzioso legale - spiega il segretario regionale Pietro Levorato - Tutto inutile».
Nessuna risposta, per ora, dalla Regione. Nessun segnale dall'Uripa Veneto, l'associazione che rappresenta le Ipab. «A questo punto, dopo numerose sollecitazioni ad agire da parte del personale - prosegue Levorato - non ci resta che aprire un contenzioso legale di fronte al giudice del lavoro».
Lettere di diffida da parte della Uil - firmate dagli operatori (infermieri e operatori socio-sanitari) - sono già state recapitate ai direttori di decine di Ipab (sono 200 in Veneto, per un totale di 10 mila dipendenti) in provincia di Treviso, Padova, Vicenza. A Belluno si è già arrivati alle prime udienze; a Venezia le lettere stanno per partire. «Gli stessi direttori delle case di riposo ci sembrano in difficoltà - confessa Gabriele Mezzini, segretario della Uil Fpl di Treviso - Sanno benissimo che queste cose non contribuiscono certo a migliorare un clima già problematico».
Il primo tentativo di conciliazione per congelare il pregresso, però, è andato a vuoto. «Proprio ieri sera (martedì, ndr) il Cda di un'Ipab di Vicenza ha espressamente negato che non chiederà ai propri dipendenti di restituire giornate o soldi delle festività infrasettimanali già godute negli ultimi 8 anni secondo quanto previsto dal contratto» fa sapere Claudio Scambi, Uil Fpl Vicenza.
«Il personale lavora sempre più in condizioni limite - osserva Giovanni Zennaro, segretario della provincia Venezia - Gli ospiti sono persone sempre meno autosufficienti, portatori di pluri-patologie che necessitano sempre più di assistenza di tipo sanitario». E questo maggior carico (e livello di assistenza) dovrebbe essere considerato anche a livello contrattuale. Così non è. «Gli operatori di questo settore rappresentano l'avanguardia di quella "Generazione mille euro" di cui si parla ora - osserva Levorato - E per guadagnarli fanno da anni turni massacranti, si lavora 4 domeniche su 5. Soldi, però, non ce ne sono. E in barba alle promesse di Brunetta i migliori vengono ricompensati come tutti gli altri».
(Massimo Scattolin)