La Speedline resta senza ruote

SANTA MARIA DI SALA. Via anche le produzioni esclusive per Audi. Si fa sempre più delicata la situazione alla Speedline. Nel giorno in cui i lavoratori hanno di nuovo incrociato le braccia per due ore, è arrivata la notizia che lo stabilimento Ronal di Landau, in Germania, è stato omologato per 6 codici di ruote Audi, finora prodotte in esclusiva a Santa Maria di Sala. «E' un ulteriore passo verso la chiusura - tuona Gianni Fanecco, segretario generale di Fim-Cisl Venezia - la stessa direzione ha confermato che le ruote non saranno più fatturate da Speedline, ma direttamente in Germania. In pratica Speedline diventa terzista: in un sol colpo è passata da essere fornitore esclusivo di Audi a fornire semilavorati alla Ronal per quasi il 50 per cento della sua produzione». Ma sono anche altri i segnali che preoccupano lavoratori e sindacati. «L'azienda si è privata di un nuovo forno, che da mesi era parcheggiato in un capannone in attesa di sostituirne uno obsoleto» accusa Fanecco. Si tratta del forno fusorio che faceva parte integrante degli investimenti previsti dal piano di risanamento di Speedline e alla base della concessione della cassa integrazione straordinaria arrivata a fine 2009. «La direzione ci ha spiegato che non era possibile inserirlo nel nuovo lay-out a causa delle eccessive dimensioni - prosegue Fanecco - e così finirà anch'esso all'estero. Insomma a Santa Maria di Sala, nonostante i buoni propositi, si persevera nel disimpegno». Per i sindacati si tratta di segnali preoccupanti calati in un mare di incertezze. Per il 2010 non è previsto nessun progetto di sviluppo nello stabilimento salese, mentre si prevede un calo del 30 per cento della produzione. A Landau però gli impianti girano a pieno regime. Ancora una volta il direttore generale di Speedline Fabio De Angelis conferma le difficoltà, ma precisa: «L'omologazione di Landau per Audi va inquadrata nel trasferimento di parte della verniciatura in Germania e dunque era previsto già da tempo. A Landau Ronal risparmia 10 euro a ruota, quindi circa 200 mila euro al mese, perché vernicia 20 mila pezzi. E' chiaro che serve un'omologazione per questa attività. Fa parte del piano di risanamento. Quanto al forno, anche qui c'è un discorso di investimenti: abbiamo speso 4 milioni di euro per un nuovo forno termico che sarà operativo da agosto e sostituirà quello trasferito: un cambio di strategia per rilanciare l'azienda, ma era per questo necessario rivedere il layout produttivo per il suo inserimento in produzione». Ieri i lavoratori in assembla hanno discusso di come impostare l'incontro a Roma del 19 marzo. E a Mestre, una delegazione delle Rsu aziendali, ha incontrato il ministro Renato Brunetta, consegnandogli il dossier sulla situazione aziendale. Brunetta ha annunciato che girerà la pratica al collega Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico.
(Filippo De Gaspari)

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