La San Benedetto scarica le coop
Venerdì 4 Dicembre 2009, Treviso - La San Benedetto dà il benservito alle cooperative e ricolloca i propri dipendenti nello stabilimento di Padernello. L'altro giorno a Venezia i vertici dell'azienda di acque minerali hanno raggiunto un accordo con i sindacati per regolare la cassa integrazione straordinaria nei prossimi due anni. Dalla trattativa non sono stati esclusi i lavoratori di Paese, che nei giorni scorsi avevano raggiunto i loro colleghi nei picchetti davanti ai cancelli di viale Kennedy. «La cooperativa operante nel reparto Tappi dello stabilimento di Padernello verrà sostituita con lavoratori della San Benedetto - spiega l'azienda - apportando anche eventuali slittamenti sull'inizio dei contratti part time».
I contratti stagionali, 30 quelli nel solo polo di Paese (che contava oltre 150 dipendenti) sono decaduti. Dopotutto, appena qualche settimana fa, i vertici della San Benedetto si erano premurati di comunicare al sindaco Pietrobon l'intenzione di non investire sullo stabilimento di Padernello (costato 100 milioni di euro) mai decollato rispetto alle prospettive occupazionali della prima ora.
Adesso, comunque, la sede staccata torna utile per gestire le rotazioni. "Ma non ci sarà alcun licenziamento" assicura la società, neppure a Scorzè. Solo un periodo di cassa integrazione che, da gennaio e per i seguenti 24 mesi, riguarderà 160 persone su un totale di 1.124 dipendenti. "Il periodo di cassa integrazione si rende necessario per un miglioramento produttivo per recuperare competitività sui mercati - conclude l'azienda - al termine della cassa non sono previsti esuberi strutturali".