La Romania senza pregiudizi. «Ecco quanti e chi siamo»
La Romania senza pregiudizi. «Ecco quanti e chi siamo»
Formano la comunità migrante più consistente della Marca con oltre 14 mila persone: i romeni vogliono uscire dai luoghi comuni e dai pregiudizi per raccontare storie di felice integrazione, cercando percorsi nuovi da condividere in futuro con la comunità ospitante. Di questo si è discusso ieri al Palazzo dell'Umanesimo Latino in un dibattito promosso da Caritas e Fondazione Migrantes in collaborazione con Cisl, CNA e Unicredit/Agenzia Tu. Esponenti istituzionali, rappresentanti di associazioni, lavoratori inseriti nel tessuto sociale, dirigenti sindacali hanno messo a confronto la loro esperienza coordinati dal giornalista Sergio Frigo e hanno ascoltato i risultati della ricerca «Romania: Immigrazione e lavoro in Italia» illustrati da Antonio Ricci e Bruno Baratto, redattori del dossier Caritas/Migrantes. Interessante l'esperienza di un bancario immigrato Ionut Vlad Sandu, impiegato di UniCredit e di Iuliana Enache dell'associazione Decebal-Traian che hanno fatto conoscere lati nascosti del rapporto tra Veneto e Romania. Se infatti si parla molto di «delocalizzazione», poco si sa dei nostri conterranei emigrati nell'Est Europa alla fine dell'Ottocento. Una curiosità: la prima caffetteria italiana di Bucarest è stata aperta da un emigrante veneto. La serata ha permesso di conoscere i numeri dell'integrazione scolastica - 2.442 studenti - e lavorativa: è occupato il 64 per cento dei romeni. I crimini invece non sono tanti quanto si pensa: a Treviso le denunce sono passate fra il 2005 e il 2008 da 360 a 422 con un aumento del 17,2% a fronte di un aumento dei romeni residenti in provincia pari all'81,8%.
(la. si.)