La Regione taglia 11 milioni. Pd all'attacco: «Servizi sociali decapitati»
La Regione taglia 11 milioni. Pd all'attacco: «Servizi sociali decapitati»
Un taglio netto di oltre 11 milioni di euro. Mentre nel 2010 la Regione aveva stanziato per le politiche sociali 13.150.000 euro, per il 2011 la giunta ha previsto uno stanziamento di soli 2 milioni. Con questa, pesantissima, sciabolata, nelle città del Veneto si dovrà dire addio a tutte le politiche sociali, che sino ad oggi, quasi sempre in piena collaborazione con le Province, i Comuni e le Usl, sono state messe in campo per venire incontro ai bisogni di molti. Dai disabili, ai minori, alle donne vittime di abusi sessuali, ai bambini abbandonati dalle famiglie, alle persone senza fissa dimora (straniere e non) e a tutte le persone che fanno abuso di alcol e di altre droghe. Ieri mattina il grido dall'allarme per gli effetti nefasti dei tagli della Regione nei servizi sociali è stato dato dai consiglieri regionali del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia e Bruno Pigozzo, che hanno tenuto un'infuocata conferenza stampa nella sede provinciale del PD, in piazza De Gasperi, assieme ad alcune attiviste padovane nel settore sociale, tra cui Barbara Maculan, dell'associazione Mimosa, Emanuela Gobbin (Il Ponte), Luciano Picello e Simona Bonetti.
«I cittadini bisognosi non solo devono fare i conti con gli 11 milioni in meno, ma anche con i due milioni previsti in bilancio perché anche quest'ultima somma è ancora solo virtuale - ha detto Sinigaglia - In vista dell'imminente assestamento di bilancio, noi del Partito Democratico chiediamo lo stanziamento minimo di almeno 5 milioni. In caso contrario dovremo prendere atto che questa nuova giunta sta distruggendo totalmente il welfare del Veneto, che prima ci invidiavano tutte le altre regioni della penisola».
Durissimo l'intervento di Barbara Maculan. «Oggi sulle strade e nelle case a luci rosse del Veneto ci sono ancora minimo 2.000 prostitute - ha osservato la coordinatrice di Mimosa - Negli anni passati, anche grazie alla legge regionale 41 del 1997, voluta in prima persona proprio da Giancarlo Galan, siamo riusciti a togliere dalle perfide mani degli sfruttatori decine di ragazze rumene, bulgare, nigeriane ed albanesi. Zaia e colleghi di Palazzo Balbi per continuare questa nostra preziosa attività non hanno stanziato neanche un centesimo. In tal modo le mafie dell'est e dell'Africa nera, che investono anche sulla droga, continueranno a mantenere in vita il loro turpe mercato contro le donne».
Felice Paduano