«La Regione convocherà il Tavolo»
«La Regione convocherà il Tavolo»
Sempre più cassintegrati e disoccupati. D'Anna: «Fronte comune per l'occupazione»
In ballo c'è l'inserimento del polo industriale nelle aree in difficoltà che beneficeranno di fondi ministeriali
Le ferie sono finite ma molte aziende restano chiuse. L'esercito di disoccupati e cassintegrati s'ingrossa annunciando forti tensioni sociali, soprattutto nel polo industriale di Porto Marghera. «L'emergenza è tutt'altro che finita - dice l'assessore provinciale D'Anna - la Regione convocherà il tavolo sulla crisi».
Nei primi 6 mesi del 2010 le ore di cassa integrazione straordinaria chieste da aziende in grave crisi e con incertissime prospettive di ripresa sono già un milione di più di quante ne sono state utilizzate nel corso di tutto il 2009 che, a sua volta, ne ha registrate il doppio del 2008 e il sestuplo del 2007. Senza parlare dei lavoratori iscritti presso i Centri provinciali per l'Impiego (Cpi) e inseriti nelle liste di mobilità (5.055 nel 2009 e già 2.964 nei primi sei mesi di quest'anno) e di disoccupazione, lievitati dai 15 mila del 2007, ai 18 mila del 2008, fino ai 24.679 dell'anno scorso e ai quasi 3 mila già registrati nei primi sei mesi del 2010.
«Purtroppo, i numeri dei nostri centri per l'impiego distribuiti in tutta la provincia parlano chiaro - commenta l'assessore provinciale al Lavoro, Paolino D'Anna - l'emergenza occupazionale non è per niente finita, anzi è destinata ad aggravarsi se le istituzioni e le forze sociali non creano un fronte comune con iniziative adeguate, a cominciare dalla richiesta di dichiarare lo stato di crisi a Porto Marghera, da sostenere e rilanciare, previste dal decreto ministeriale 134». Sulla convocazione di un apposito Tavolo per inserire Porto Marghera (ed eventualmente Murano come chiede il Comune di Venezia) nell'elenco delle aree di crisi che potranno utilizzare i fondi (per ora scarsi e non ancora ripartiti), già stanziati dal ministero dello Sviluppo, c'è la piena disponibilità di tutti.
Il sindaco Orsoni e la sua Giunta, che ha approvato un «atto di indirizzo» per le aere industriali in crisi, ha affidato un'apposita delega al consigliere Sebastiano Bonzio.
La presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto ha annunciato lei stessa un Tavolo anti-crisi per i primi giorni di settembre a Venezia, con la piena disponibilità dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e di Confindustria che da mesi ne chiedono la convocazione. L'unica e più importante istituzione che non ha ancora preso posizione sull'inserimento di Porto Marghera - dove si concentrano le ultime grandi industrie chimiche, siderurgiche e meccaniche in crisi - è la Giunta regionale del Veneto. A cominciare dal governatore Zaia che, malgrado i numerosi e disperati appelli da lavoratori e sindacalisti, non ha ancora detto una parola sulla crisi industriale che sta mettendo duramente a prova centinaia di aziende, piccole e grandi, con migliaia di posti di lavoro già persi o in bilico.
Eppure, spetta proprio alla Regione - come prevede il decreto per le aree di crisi - la formalizzazione della richiesta di inserimento di Porto Marghera, ed eventuali altre aree industriali nella lista prevista dal decreto diventato legge nazionale nel giugno scorso.
«Sono certo - assicura l'assessore D'Anna - che l'assessore regionale Donazzan, già dai prossimi giorni, si attiverà per la convocazione del Tavolo per Porto Marghera nelle prossime settimane. Non dobbiamo però dimenticarci che anche nel resto della nostra provincia ci sono aziende e lavoratori in grave difficoltà. Per questo, insieme alla presidente Zaccariotto, stiamo cercando di coinvolgere tutti 44 comuni in progetti di lavoro socialmente utili, cofinanziati dalla Regione, come quello realizzato per una trentina di ex dipendenti di Sirma con la mobilità in scadenza».
Gianni Favarato