«La Regione ci uccide con l'Irpef». Pozza contro Zaia: se rimette l'addizionale affonda le nostre imprese
«La Regione ci uccide con l'Irpef». Pozza contro Zaia: se rimette l'addizionale affonda le nostre imprese
«L'addizionale regionale Irpef affonderà le imprese». Il presidente di Confartigianato provinciale, Mario Pozza, si mette di traverso al governatore Luca Zaia, che sta valutando di reintrodurre l'addizionale Irpef per far quadrare i conti della Regione del Veneto. La nuova addizionale è destinata a colpire tutti i redditi oltre i 28.000 euro.
«Si colpirebbe il ceto medio, composto per buona parte da piccoli imprenditori, gente che già paga a sufficienza e impegnata a oltrepassare un momento di profonda crisi. Imponendo altre tasse si toglieranno le poche risorse che restano da impiegare per il rilancio dell'economia». Richiedere tributi in questo momento è certamente un'azione impopolare per chiunque si appresti a farlo, ma i vincoli di bilancio e i tagli dei trasferimenti da Roma sembrano aver imposto a Zaia un aumento del prelievo a partire dal ceto medio. Una strada giusta, questa, anche secondo il segretario della Cisl del Veneto Franco Porto, alla quale Pozza non risparmia critiche. «La Porto deve tenere a mente che la ripartizione delle tasse prevede già un forte contributo da quella che viene chiamata classe media - sottolinea Pozza - in certi casi più esposta di altre categorie considerate meno abbienti, dati gli impegni più gravosi, come la continuazione di un'attività imprenditoriale magari in affanno o l'assenza di ammortizzatori. Sono convinto, infatti, che la crisi stia colpendo duramente tutto il ceto medio». Pozza sfida Luca Zaia sul popolare terreno dei ricchi: «La Regione prenda di mira le rendite finanziarie, che vanno in tasca a chi ha davvero soldi che avanzano e spesso non creano ricchezza diffusa e posti di lavoro». Per portare ai piani alti della politica regionale le istanze del mondo artigiano, Pozza chiede inoltre l'avvio di un confronto diretto con tutte le categorie. «Siamo noi l'anima del territorio ma lamentiamo un'assenza di contatto tra la politica e la base» avverte Pozza.
Enrico Lorenzo Tidona