La Provincia ha radiografato mezzo milione di posizioni tra lavoro dipendente e pensionati: la beffa è doppia, nella Marca + 20% di ore lavorate. Gli stipendi amarissimi dei trevigiani

La Provincia ha radiografato mezzo milione di posizioni tra lavoro dipendente e pensionati: la beffa è doppia, nella Marca + 20% di ore lavorate. Gli stipendi amarissimi dei trevigiani
Lo studio: le buste paga più leggere del Nord. Ok la finanza, male tessile e turismo. Donne e immigrati sottopagati: ricevono fino al 50% in meno

Chi tanto lavora poco guadagna. L'eccezione diventa regola a Treviso, «locomotiva» nazionale ma in coda nella classifica dei redditi, a livello nazionale e regionale. Secondo l'Ufficio studi della Provincia, nel 2006 le retribuzioni hanno garantito un minore potere di acquisto a chi aveva reddito fisso. Un'indagine, la più capillare degli ultimi anni, ha messo sotto la lente ben 532.964 contribuenti. Il vedetto per i trevigiani è amarissimo: al momento dello stipendio, sono due volte danneggiati.
Le retribuzioni. Secondo i redditi lordi presi in esame, nel 2006 i dipendenti hanno preso in media 20.100 €: al netto delle trattenute fiscali, 15.900 €, ovvero 60 lordi al giorno. Un pensionato, invece, ha ricevuto un assegno di 12.300 €, il 39% in meno dei lavoratori: 34 €/giorno.
Finanza ok, turismo ko. La maggioranza dei dipendenti trevigiani vive con stipendi tra 15 e 20 mila. Ma chi lavora in ambienti finanziari (come le banche) prende 96 € (+60% sulla media di 60 euro), per 34.900 € l'anno. All'estremo opposto il settore turistico (alberghi e ristoranti) che eroga 39 euro al giorno (-36%): il reddito medio annuale è di 13.900 lire. Sullo stesso livello (38 € giornalieri) il settore dei servizi svolti da famiglie, mentre il manifatturiero (che assorbe oltre un terzo dei rapporti lavorativi, il 36%) sono chimica e meccanica con 72 €/giorno a far la voce del leone. Le retribuzioni più basse sono nel tessile-abbigliamento, nel legno e nella produzione di mezzi di trasporto (51-52 €/giorno). I settori nella media? La concia, il cartario-editoriale, la metallurgia e l'elettronica (dai 62 ai 65 €/giorno). Il commercio porta 59 euro al giorno e le costruzioni 54, vicini gli insegnanti con 56.
Donne, - 32%. Abissale il divario tra uomini e donne. I primi, titolari del 56% delle dichiarazioni oggetto di indagine, percepiscono in media una volta e mezzo gli stipendi in «rosa»: 23.700 € a 15.500. E un terzo delle donne guadagna meno di 10mila euro, il 75% meno di 20mila euro; invece solo il 15% degli uomini resta sotto quota 10mila, e il 50% nella seconda. Ogni giorno, quindi, le retribuzioni segnano un notevole scarto a sfavore delle donne: 48 euro contro 71 (-32%). Sul fronte angrafico, invece, sono gli over-60 quelli con il portafoglio più gonfio: 45mila euro di reddito e 126 euro giornalieri a differenza della fascia 20-24 anni che ha compensi pari a 11.500 € (41 €/giorno). Paga anche essere italiani perché il reddito di 16.700 euro pro capite scende a 10.900 € per i lavoratori dei nuovi paesi Ue (in prevalenza rumeni): scarto negativo del 35%.

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