La Lofra salvata dagli iraniani Rientegrati 76 dei 108 operai
La Lofra di Teolo torna a produrre cucine a gas grazie ad un imprenditore iraniano che investirà 7 milioni di euro. Seyed Moahammad Reza, 51 anni di Teheran, presidente della Nuova Lofra Srl, ieri pomeriggio ha presentato nello storico stabilimento di via Euganea il piano industriale: rilancio, nell'arco di 3-5 anni. Con Reza e il suo consulente Bijan Mehrabi a riaprire ufficialmente l'azienda, dopo 15 mesi di inattività e una vertenza durissima, c'era l'assessore provinciale al lavoro Massimiliano Barison. Insieme al sindaco Lino Ravazzolo ha accompagnato Lofra verso il salvataggio. L'accordo sottoscritto con i sindacati (Rsu, Fim e Fiom) prevede il reintegro di 76 dei 108 dipendenti in forza alla vecchia azienda. «Con la ripresa della produzione della Nuova Lofra Srl riprenderanno a lavorare per noi anche le aziende del cosiddetto indotto», ha tenuto a puntualizzare Reza che in Iran è titolare della Polystile, che produce piani in acciaio per le cucine. Il primo mercato per la Nuova Lofra Srl sarà quello iraniano, dove il marchio è già molto apprezzato. L'obiettivo di Reza è quello di passare dalle 12 cucine l'anno destinate al mercato iraniano alle 20 mila. Praticamente un terzo della produzione che esce dallo stabilimento di Treponti.
Gianni Biasetto