La "Liberazione" commuove ancora Un corteo in ricordo dei caduti veneziani. E alla fine della cerimonia un portalabari sviene per il caldo

Domenica 26 Aprile 2009. Sessantaquattro anni dopo la fine delle lotte partigiane contro il nazifascismo Mestre ha ancora un ricordo vivo e riesce a commuoversi. Così, nell'anniversario della Liberazione, erano numerosi, ieri mattina, gli occhi lucidi che sulle note del "Silenzio" fuori ordinanza hanno reso omaggio ai caduti veneziani, partecipando alle iniziative organizzate dal Comune di Venezia, dalle associazioni Anpi, Anppia - Fiap (Gl), Avl, dal Comitato Coordinamento associazioni combattentistiche e d'arma, dalla Comunità ebraica di Venezia, dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e in collaborazione con la Provincia di Venezia. Per primo, alle 9, l'alzabandiera seguito dalla deposizione di una corona al Monumento ai Caduti del Mare, al bivio tra via Pepe e via Forte Marghera, quindi davanti al Municipio di Mestre, dove dopo il saluto militare e l'esecuzione delle musiche della Canzone del Piave e del Silenzio, sono state deposte corone d'alloro alle lapidi. Da via Palazzo si è quindi formato il corteo che in piazza XXVII Ottobre ha reso omaggio al Monumento alla Resistenza, terminando il percorso in piazza Ferretto, dove il Corpo bandistico musicale "Arrigo Boito" di Ponte nelle Alpi ha eseguito l'Inno nazionale prima dell'alzabandiera e degli onori resi da un Picchetto militare assieme alle autorità cittadine alla Lapide alla Resistenza. Subito dopo la commemorazione ufficiale, con gli interventi di Gabriele Reggiani, presidente della sezione Venezia-Mestre dell'Associazione nazionale Granatieri di Sardegna, del segretario generale della Cisl Lino Gottardello, che ha sottolineato come «nessuna crisi può richiedere il restringimento degli spazi di democrazia e libertà conquistati con la Liberazione», seguito dal Prosindaco Michele Mognato, che ha ripercorso idealmente i luoghi della libertà cittadini, dove si sono svolti gli episodi fondamentali della Resistenza cittadina che «il 25 aprile del '45 ha reso tutti liberi». Dopo di loro l'energico intervento di Primo De Lazzari, partigiano, classe 1926, di quel battaglione Felisati che nel 1945 divenne Brigata Ferretto e che, il 28 aprile dello stesso anno, accolse l'arrivo delle truppe inglesi «proprio lì - indica dal palco - davanti al Duomo di Mestre». La cerimonia si conclude con le letture di alcune lettere di condannati a morte proposte da quattro giovani studenti, prima del concerto del corpo bandistico mentre in serata si è svolta la cerimonia dell'Ammainabandiera con gli onori resi da un Picchetto Militare. E, forse per il caldo e la divisa invernale che indossava, uno dei giovani portalabari è stato colto da un improvviso malore, svenendo sul posto. Nulla di grave comunque, il giovane si è ripreso dopo qualche istante, rialzandosi e trovando sollievo in un bicchiere d'acqua fresca.
Daniele Duso