La Lettera. "Mi indigno contro chi predica il razzismo"
Sabato 16 Aprile 2011, Vicenza - Sono tornato da Lampedusa da pochi giorni e sto ripartendo per attraversare il confine francese con decine di migranti. Sull'isola ho visto con i miei occhi migliaia di persone, migranti ed abitanti, vivere in condizioni disumane, abbandonate dal Governo. Ho visto sbarcare decine di profughi eritrei e somali, gli stessi che fino a 6 mesi fa la Lega e Gheddafi respingevano in mare, disperati per non essere riusciti a salvare il fratello, il cugino, la moglie, l'amico, inghiottiti dal confine blu. Negli stessi giorni ho ricevuto la notizia che la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso di Razzismo Stop e dei cittadini di Selvazzano, contro l'ordinanza anti-accattonaggio, cancellando un pezzo del pacchetto sicurezza voluto dalla Lega ed utilizzato da tutti per governare le città come nel Far West. Poi ho visto le foto di un banchetto e di una bandiera con lo stemma del Carroccio accartocciati sul ciglio di una piazza. Non sono riuscito a provare sgomento. Non fino a quando non sono dovuto ripiombare nella tristezza della politica istituzionale padovana. Ho letto e ascoltato le dichiarazioni della Cgil, dei partiti, degli altri sindacati confederali, sempre pronti a trasformare tutto in tattica politica, in regolazione di conti, anche un banchetto rovesciato. Si sono scandalizzati, si sono sbracciati e sdegnati loro, per difendere un personaggio che pochi mesi fa ha aggredito una signora per sfrattarla dopo che per mesi aveva riscosso l'affitto in nero. Per difendere un banchetto su cui era affisso un cartello che inneggiava agli immigrati "tutti in mare". Non ho dubbi. Continuerò ad indignarmi ed a reagire con cuore, testa e pancia contro chi professa odio e pratica razzismo. Per gli altri, quelli sempre pronti a proteggere il loro piccolo circo della politica provo solo tristezza.
Luca Bertolino