«La Lega è più vicina alla gente»
«La Lega è più vicina alla gente»
BELLUNO. «Economia, lavoro, famiglia: su questi temi la Lega ha fatto la propria campagna elettorale, dimostrando di essere vicina ai problemi della gente. Cosa che invece il Pd, bisgona riconoscerlo, non ha fatto. Ed è per questo che il centrosinistra dovrebbe farsi un esame di coscienza». Il segretario provinciale della Cgil, Renato Bressan, analizza il voto regionale e i cambiamenti che porterà nello scenario dei rapporti all'interno della maggioranza di governo e tra la stessa maggioranza e le parti sociali. «La massa della gente ha sentito che la Lega è vicina ai suoi problemi, li conosce. Cosa che finora nessuno aveva fatto. E per questo il partito è stato premiato insieme con il Pdl», precisa Bressan. «Se il centrosinistra perde 7 punti in un anno, dovrebbe iniziare a interrogarsi su cosa non ha funzionato e come è cambiato lo scenario nazionale e locale. Non ci può bastare aver fatto sedere a palazzo Ferro Fini Sergio Reolon, che è stato bravo a recuperare tutte quelle preferenze. Facendo un paragone con una squadra di calcio, si può dire che non basta il gol di un bravo attaccante per far vincere la squadra, se gli avversari mettono in porta quattro reti». Il segretario della Camera del Lavoro parla "di un'onda verde" che ha travolto la Regione e il Nord Italia. «Chi continua a dire che le cose in fondo non sono cambiate dopo questo voto, si sbaglia. Due sono i fenomeni importanti da rilevare: da un lato l'assenteismo alle urne, che dimostra come una parte cospicua della gente abbia deciso di non votare (cosa che non era successa prima); dall'altro un forte spostamento dei voti nel centrodestra dal Pdl alla Lega. Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Nord è totalmente in mano al Carroccio, mentre il Popolo della Libertà si trova in fase di difficoltà nel gestire questi nuovi rapporti all'interno della maggioranza». Esiste poi la partita delle riforme legate al federalismo e alla riforma fiscale, su cui c'è un'attesa molto forte. «Quando questo passo sarà attuato, anche gli attori sociali si muoveranno diversamente, visto che sono cambiati gli interlocutori», prosegue Bressan. «Sta per iniziare un maremoto: anche le parti sociali devono iniziare a porsi diversamente». Per il segretario della Cgil «bisogna tenere presente che il primo partito della gente che lavora è diventato il Pdl, poi il Pd e la Lega con il 18%. Ma sappiamo che il Carroccio non è presente al Sud. Belluno, insieme con Rovigo, ed è l'anomalia, è la provincia dove il Pdl tiene di più, insieme con la Lega». Ma restano, in fondo, le contraddizioni: «Da un lato la Regione Veneto, che vuole svincolarsi dal governo centrale di Roma, anche se è del suo stesso colore, dall'altro le sparate sulla Ru486, che fanno pensare che, se l'atteggiamento di partenza è questo, allora sarà dura. Anche se queste dichiarazioni servono ad attirare l'elettorato cattolico a scapito dell'Udc di Casini».