La Filiera edile anti-crisi. Piano casa e ristrutturazioni non hanno avuto l'atteso successo

Economia. Piergiovanni Buson della Cna fa il punto per le ditte

Domenica 27 Febbraio 2011, Rovigo Informazione, formazione, rivedere il listino prezzi delle opere, implementare le linee guida per i Comuni della provincia e il coinvolgimento dei Consorzi Fidi sono i punti alla base del rilancio del settore dell'edilizia che sta vivendo una forte crisi. A dirlo è la Cna che dopo la nascita della Filiera delle costruzioni, grazie alla Provincia e alla collaborazione dei soggetti legati alla categoria degli edili, lancia alcune proposta al fine di far ripartire un mercato al momento fermo. «L'edilizia - afferma Piergiovanni Buson - ha sempre rappresentato per l'economia del Polesine un settore significativo, dove oltre il 75 per cento delle attività è costituito da ditte artigiane e piccole e medie imprese. Sono due le principali considerazioni: la prima è relativa al fatto che il Piano casa non è riuscito ad attivare quel volano auspicato, la seconda riguarda il fatto che in provincia si registra la più bassa percentuale in Veneto relativamente dalla richiesta dei benefici del 36 per cento richiedibili per interventi di ristrutturazione edilizia».
La convocazione della Filiera delle costruzioni, secondo la Cna, ha dato luogo alla sostituzione del protocollo istituzionale del settore delle costruzioni siglato da Ance, Unindustria, Confartigianato Anepa, Cna Costruzioni, Casartigiani Fiae, Legacoop, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. «Questo accordo - continua Buson - ha permesso di attivare un osservatorio sull'edilizia. Sono stati organizzati incontri con i sindaci, con i dirigenti delle due aziende sanitarie e con i Consorzi di bonifica».
I progetti da sviluppare al momento sono il rendere operativo l'osservatorio, implementare le linee guida per i Comuni, rivedere il listino prezzi delle opere edili, supportate le amministrazioni comunali di piccola entità con il servizio di progettazione garantito dai tecnici di Palazzo Celio, aumentare la possibilità di concedere affidamenti alle imprese che lavorano negli appalti pubblici coinvolgendo con accordi specifici i Consorzi Fidi, realizzare assemblee informative sui contributi del 55 e del 36 per cento, e organizzare corsi di formazione per le imprese del settore sull'applicazione del leasing in costruendo, project e appalti con offerta economicamente più vantaggiosa. «Intendiamo fare delle proposte precise a partire da un'adeguata legge per l'accesso alla professione. Consideriamo poi centrale il ruolo del Documento unico di regolarità contributiva, che deve essere mantenuto nei lavori privati. Chiediamo di accelerare la semplificazione delle procedure di accesso sia per i lavori pubblici che per quelli privati. Vogliamo, inoltre, utilizzare il metodo della procedura negoziata nell'assegnazione dei lavori pubblici evitando il metodo del massimo ribasso. Serve un'accelerazione delle procedure per il Piano energetico regionale e il rifinanziamento degli interventi di edilizia bio-compatibile. Riteniamo necessario infine un intervento di riqualificazione sotto il profilo energetico degli edifici esistenti».